di Francesca Abrami
L’attacco di panico è un episodio di intensa paura che innesca gravi reazioni fisiche, psicologiche ed emotive e avviene anche quando non c’è un pericolo o una causa reale .
Data la sua diffusione a livello globale l’OMS l’ha definito il disturbo più rilevante.
Le proposte risolutive non sempre sono idonee e spesso sono di dubbia validità scientifica . In realtà tale disturbo è tanto invalidante quanto facilmente risolvibile soprattutto se la persona interessata intraprende un percorso di psicoterapia.
Ma come avviene un attacco di panico?
Partiamo dalla paura. La paura rappresenta un avvenimento del tutto naturale ed è protettiva per l’individuo. La paura è fonte di ansia. L’ansia è un esperienza umana universale. Una vita completamente priva di ansia non è umanamente possibile. Infatti, essa non si può eliminare del tutto e in alcuni casi è indispensabile ed adattiva.
L’attacco di panico avviene quando la persona al sopraggiungere dell’ansia tenta di controllare le proprie reazioni psicofisiche e nel tentativo di controllarle e ridurre la paura provoca un cortocircuito psicofisiologico.
Dunque, possiamo definire il panico come lo sforzo della mente razionale di controllare una reazione sana attivata uno stimolo che genera paura.
Quando si verifica un attacco di panico la persona si concentra sui sintomi del proprio corpo controllando continuamente i propri parametri fisiologici ed utilizza questi sintomi come prova per sostenere le proprie paure più profonde sia l’idea di avere un infarto, impazzendo, ictus, ecc..
Dunque, l’attacco di panico non è altro che il risultato dell’intervento della razionalità per ridurre la paura; così se si sposta l’attenzione dall’ascolto di sé e delle proprie reazioni psicofisiche a qualcosa di esterno il circolo vizioso che porta all’attacco di panico si interrompe.
Il paradosso di chi soffre di attacco di panico è cadere nella trappola del controllo che fa perdere il controllo e questo aggrava e mantiene il disturbo.
Relazione mente corpo
Quando una persona vive situazioni di forte stress, ansia o conflitto emotivo, il corpo reagisce attraverso il sistema nervoso e ormonale. Questa attivazione, prolungata nel tempo, può contribuire alla comparsa di disturbi fisici.
Lo stress cronico, ad esempio, aumenta la produzione di cortisolo e adrenalina, influenzando:
- sistema immunitario;
- apparato cardiovascolare;
- digestione;
- sonno;
- tensione muscolare.
La psicosomatica sostiene che le malattie non sono immaginarie ma che all’origine di queste ci siano fattori psicologici che favoriscono, aggravano o mantengono i sintomi reali.
Disturbi psicosomatici più comuni
Tra i disturbi spesso associati a componenti psicosomatiche troviamo:
- gastrite e colon irritabile;
- cefalea tensiva ed emicrania;
- dermatiti e psoriasi;
- tachicardia da ansia;
- insonnia;
- dolori muscolari cronici;
- stanchezza persistente.
Anche alcune malattie cardiovascolari e immunitarie possono essere influenzate da condizioni emotive prolungate.
Il ruolo delle emozioni
Le emozioni represse o non elaborate possono manifestarsi attraverso il corpo. Rabbia trattenuta, paura, senso di colpa o tristezza cronica possono generare alterazioni psicofisiche:
- l’ansia può provocare disturbi gastrointestinali;
- lo stress può aumentare la pressione arteriosa;
- la tensione emotiva può causare contratture muscolari.
Il corpo, diventa così il mezzo attraverso cui la mente esprime un disagio.
La medicina moderna adotta sempre più un approccio Biopsicosociale che considera insieme fattori biologici, psicologici e sociali.
Il trattamento dei disturbi psicosomatici può includere:
- Psicoterapia;
- Tecniche di rilassamento;
- EMDR;
- Attività fisica;
- Miglioramento dello stile di vita;
- Supporto medico specialistico.
Psicoterapia
La terapia psicologica, soprattutto quella cognitivo-comportamentale, aiuta a comprendere i meccanismi dell’ansia e a modificare pensieri e comportamenti disfunzionali.
Tecniche di rilassamento
Imparare a respirare lentamente e profondamente può ridurre l’attivazione fisica dell’ansia.
EMDR
Quest’approccio psicoterapico aiuta il cervello a rielaborare ricordi bloccati riducendone l’impatto emotivo e favorendo la guarigione.
Attività fisica
Camminare, correre, nuotare o praticare yoga aiuta a scaricare la tensione accumulata.
Sonno e stile di vita
Dormire bene, limitare caffeina e alcol e mantenere una routine equilibrata contribuisce alla stabilità emotiva.
Ascolto emotivo
Riconoscere le proprie emozioni senza reprimerle è fondamentale.
La collaborazione tra medico, psicologo-psicoterapeuta permette di affrontare il problema in modo più completo.
Psicosomatica, Prevenzione e Psicoterapia
Prendersi cura della salute mentale è anche una forma di prevenzione fisica. Dormire bene, gestire lo stress, coltivare relazioni sane ed esprimere le proprie emozioni aiuta a mantenere l’equilibrio dell’organismo.
La psicosomatica ci ricorda che il corpo non è separato dalla mente e che il benessere umano sia il risultato dell’interazione continua tra dimensione psicologica e biologica.
Ansia, attacchi di panico e disturbi psicosomatici sono esperienze diffuse e profondamente umane. Non rappresentano una debolezza, ma segnali che qualcosa dentro di noi richiede attenzione.
Comprendere il legame tra mente e corpo permette di affrontare il disagio in modo più consapevole, senza vergogna e senza paura. Chiedere aiuto non significa essere fragili: significa scegliere di prendersi cura di sé.
La Psicoterapia attraverso strategie utili va a disinnescare i meccanismi che mantengono questi disagi e aiuta le persone a liberarsene.


