di Gennaro Gallo
Non è stata solo una cerimonia, ma una giornata capace di trasformare la memoria in azione concreta. Ad Altomonte, borgo tra i più suggestivi della Calabria, la “Giornata delle Radici” ha offerto l’occasione per rinsaldare i rapporti tra la comunità locale e gli italiani nel mondo. Un appuntamento che ha avuto al centro il Patto di Amicizia con l’Associazione Nazionale delle Città del Santissimo Crocifisso, guidata da Giovanni Papasso, e che ha visto la presenza di delegazioni provenienti dagli Stati Uniti.
Il patto, firmato da Alessandro Crocco, presidente della Confederazione Italiani nel Mondo (CIM) di New York, ha ribadito l’impegno a mantenere vivo quel filo che unisce chi è partito e chi è rimasto, facendo delle radici non solo un ricordo ma una spinta verso nuovi progetti. Una scelta che guarda al futuro, puntando sul turismo religioso, sulla valorizzazione del patrimonio culturale e su legami sociali che superano l’oceano.

La giornata ha visto momenti di grande intensità: dal gemellaggio ufficiale con il comitato di Oreland (Pennsylvania), guidato da Nando Marino, alla nomina di due nuovi ambasciatori dell’Associazione Città del Santissimo Crocifisso, Francesca Viceconte e Aldo Luongo.
Dietro le quinte di questa complessa macchina organizzativa, un nome emerge con forza: Giuseppe Capparelli, consigliere comunale con delega al Culto. È stato lui a tessere i fili di un evento che ha richiesto passione, rigore e una dedizione fuori dal comune. La sua regia discreta ma instancabile ha permesso di dare ad Altomonte un palcoscenico internazionale, rendendo il borgo protagonista di un dialogo che intreccia fede, cultura e identità migrante.

La presenza di numerosi sindaci da tutta Italia, del vescovo Francesco Savino e di rappresentanti di comunità italiane d’oltreoceano ha confermato il valore di un’iniziativa che non si limita alla celebrazione, ma apre prospettive concrete di collaborazione.
In questo scenario, Altomonte non è apparsa solo come splendida cornice, ma come punto di riferimento: un luogo capace di accogliere, valorizzare e rilanciare i legami con le comunità sparse nel mondo. E gran parte del merito, riconosciuto pubblicamente anche dai promotori dell’evento, va al lavoro puntuale e appassionato di Capparelli, vero motore di questa giornata che ha unito il borgo calabrese a New York, alla Pennsylvania e, idealmente, a tutti i luoghi in cui batte ancora un cuore italiano.


