Alex Britti feat. Mario Biondi: “Gelido

Di Marco Signorile

Alex Britti torna su Gelido con un gesto che non è nostalgia, ma rilettura.Lo fa aprendo il brano a un incontro preciso, calibrato, naturale: quello con Mario Biondi, voce profonda, notturna, capace di dare al pezzo una nuova temperatura emotiva.

La canzone si muove ora su coordinate blues, jazz e black music, mantenendo intatta la sua identità originaria ma arricchendola di groove e respiro.

La chitarra di Britti resta protagonista, riconoscibile fin dalle prime battute, mentre le due voci si intrecciano senza mai sovrapporsi, come in un dialogo adulto, consapevole.Quando Gelido apparve nel 1998, divenne rapidamente un emblema di quel tempo.Non era una canzone urlata, ma insinuante. Raccontava lo smarrimento interiore, la distanza emotiva, la sensazione di non riconoscersi più. Ricordo bene quel periodo: gelido come marmellata, una metafora semplice e quasi disturbante, capace di restituire quella sensazione appiccicosa e indesiderata del freddo emotivo.

La radio la passava spesso, e ogni ascolto sembrava parlare a qualcuno di diverso.Il gelo, in Gelido, non è mai solo climatico.

È la mancanza di calore umano, l’assenza di affetto, il momento in cui l’amore diventa distanza. “Gelido sarai” suona come un monito, una frase che resta sospesa e che ancora oggi colpisce per la sua lucidità.

In questa nuova versione, quel gelo si fa dialogo.La voce calda e vellutata di Biondi amplifica la dimensione emotiva del brano, mentre Britti mantiene il controllo narrativo e musicale, fedele alla sua cifra di sempre: indipendenza, misura, identità. Ne nasce una versione più profonda, che non tradisce l’originale ma lo accompagna verso una maturità diversa.Gelido si inserisce nel progetto Feat.Pop, con cui Britti rilegge il proprio repertorio attraverso incontri artistici scelti, mai casuali.

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Dopo “Oggi sono io ” con Marco Mengoni e “Solo una volta” con Clementino, questo nuovo capitolo conferma una direzione chiara: guardare al passato senza restarne prigionieri.

Due voci, una chitarra memorabile, un brano che attraversa il tempo senza perdere forza.E mentre il panorama musicale italiano si prepara a nuovi palcoscenici e nuove narrazioni, Gelido ricorda che la musica d’autore, quando è vera, non ha bisogno di effetti speciali.Come dico da sempre: viva la musica d’autore italiana.