di Marco Signorile
Si chiama Nido 7 Geisha ed è il caffè più costoso del mondo. A Dubai, al Julith Coffee, lo si sorseggia come fosse un elisir di lunga vita: una tazza può arrivare a costare tra i 550 e gli 850 euro. E no, non è un errore di battitura.
Dietro quel prezzo da gioielleria ci sono chicchi rarissimi provenienti da Panama, raccolti a mano e lavorati con la pazienza di un orafo. Ogni bacca viene scelta una per una, poi lasciata essiccare al sole come una gemma preziosa. Un percorso lento e rituale, che termina in una delle città più sfarzose del mondo.
Il risultato è un caffè dalle note aromatiche complesse: gelsomino, pesca, agrumi e albicocca. Un viaggio sensoriale più vicino a un tè profumato che a un espresso. Forse è anche questo il segreto del suo fascino — quella linea sottile tra la tazzina e il rito.
Al Julith Coffee, locale fondato dall’imprenditore turco Serkan Sagsoz, il caffè non è una pausa: è uno status. Per assicurarsi 20 chili del pregiato Geisha, i proprietari hanno speso oltre mezzo milione di euro in un’asta durata 13 ore.
Vale davvero la pena?
Non sta a me giudicare.
Se l’obiettivo è vivere un’esperienza unica e si dispone di tanto denaro, facciano pure.
Però… collezionisti del gusto? Non lo so!
Sì, forse è un colpo d’adrenalina gastronomica che costa meno di una borsa d’alta moda — ma lo ammetto, mi viene da ironizzare.
Comunque, se si cerca un semplice caffè per cominciare la giornata, meglio restare fedeli alla moka di casa. Io di sicuro.
Perché certi piaceri, più che lusso, sono roba da pazzi.


