di Gennaro Gallo
Al Teatro Rendano si è svolta la XIX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea, appuntamento che ogni anno riunisce voci autorevoli della letteratura, del giornalismo e delle arti, con l’obiettivo di valorizzare le diverse espressioni culturali del Mediterraneo. Riconoscimento internazionale assegnato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania.
Gli otto vincitori, scelti da una giuria internazionale con l’eccezione della sezione “Narrativa Giovani”, affidata a una commissione di studenti di Calabria e Basilicata, hanno rappresentato discipline e sensibilità diverse:
- Società Civile: Don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa CUAMM.
- Scienze dell’Uomo: Grammenos Mastrojeni.
- Poesia: Luis García Montero.
- Cultura dell’Informazione: Roberto Napoletano.
- Traduzione: Nicola Verderame.
- Narrativa: Malbianco di Mario Desiati (Einaudi, 2025).
- Narrativa Giovani: Tutta la vita che resta di Roberta Recchia (Rizzoli, 2025).
Il Premio Speciale della Fondazione Carical è andato ad Aurelia Patrizia Calabrò, responsabile ONU per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile, riconosciuta come esempio di impegno e professionalità per le nuove generazioni.
Il filo conduttore della serata è stato il tema dei cambiamenti climatici, con riflessioni e testimonianze che hanno messo in luce le sfide ambientali che pesano soprattutto sul bacino mediterraneo.
La cerimonia, condotta dalla giornalista Rai Maria Gabriella Capparelli, ha alternato momenti di confronto con i premiati a performance artistiche. Tra i più emozionanti: l’esibizione della ballerina sorda Carmen Diodato, la lettura teatrale di Marco Silani del celebre monologo di George Carlin e il canto aramaico dell’artista eritrea Meron Mulugeta. A chiudere la serata, il coro PopUp 33 Giri con Itaca di Lucio Dalla, simbolo del viaggio come metafora della vita e della ricerca di nuove consapevolezze.
“Il futuro dipenderà dalla capacità di vivere in equilibrio con la natura” ha ricordato Giovanni Pensabene, presidente della Fondazione Carical, mentre Mario Bozzo, fondatore del Premio, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento degli studenti, “un antidoto all’ignoranza funzionale che spesso segna la società contemporanea”.
Il Mediterraneo, ancora una volta, si conferma crocevia di culture e responsabilità condivise.

