Tra Fendi, Alberta Ferretti e Marras, tre sguardi diversi per una stessa idea di moda – Moda come gesto gentile

Di Marco Signorile

Un viaggio attraverso le visioni più intense e affascinanti delle maison italiane diventa occasione unica per esplorare la creatività e l’innovazione della moda.
Silvia Venturini per Fendi interpreta il presente con uno sguardo al tempo stesso giocoso e incisivo. La sua collezione è un’esplosione di freschezza e gioia, un’affermazione di forza che riflette il nostro tempo. La leggerezza romantica incontra la praticità sportiva, trasformandosi in un racconto che parla di sfide e gioie della vita contemporanea. Nei tessuti impalpabili e nelle palette luminose si intravede un’idea quasi etica della moda: un gesto gentile verso chi la indossa, un richiamo alla “vera natura” della bontà.

Lorenzo Serafini, alla guida di Alberta Ferretti, trasforma il quotidiano in rivoluzione silenziosa. I suoi caftani morbidi, le organze eteree e i plissé scolpiti a mano non sono semplici abiti, ma volumi che liberano e incoraggiano, restituendo individualità a chi li indossa. È una femminilità discreta, che non ostenta ma rafforza la fiducia e custodisce l’intimità. Un approccio che invita le donne a riscoprire la propria forza interiore, creando un legame autentico tra atelier e vita quotidiana.

Antonio Marras, infine, porta in passerella una poesia visiva che intreccia la Sardegna con l’estetica del Bloom.sbury Club. Sete lilla, tulle e ricami raffinati diventano racconto di pastori e scrittori, memoria e immaginazione. Qui la moda si fa narrazione, contaminazione di culture, radice che dialoga con il mondo, celebrando artigianato, storia e identità.

Tre visioni diverse, un’unica direzione: la moda come espressione autentica, gentile e profondamente umana. Non solo un modo di vestire, ma un compagno di viaggio che accompagna, esalta la creatività e nutre la connessione emotiva.

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