di Marco Signorile
Settembre è un mese particolare. Non è solo un cambio di calendario: è un varco. È la soglia tra l’estate che lentamente si ritira e la lunga stagione che ci aspetta: l’autunno, l’inverno e, più in là, la nuova primavera.
Nella vita, come a teatro, si parla di “stagione”: ogni inizio porta con sé promesse, progetti e attese. Alcuni si compiranno, altri troveranno la loro conclusione naturale, altri ancora cambieranno forma.
È il mese che invita a ripartire, a riscrivere il copione della propria quotidianità. Per qualcuno sarà la continuazione di un percorso già intrapreso, per altri l’avvio di qualcosa di inatteso: un nuovo lavoro, una nuova città, un nuovo respiro.
C’è però un aspetto che considero essenziale: la cura di sé. Spesso lasciamo che il tempo ci venga rubato, consumato da impegni, pensieri, richieste altrui. Ma se non custodiamo le nostre energie, se non proteggiamo l’intelletto e l’anima, rischiamo di non avere più nulla da donare. Prendersi cura di sé non è egoismo: è la condizione per essere davvero presenti nel mondo, con gli altri e per gli altri.
Ogni inizio, dunque, diventa decisivo. Questo settembre può essere l’occasione per aprire un viaggio, continuare un progetto, cambiare direzione o semplicemente ricordarsi di respirare. Perché la vera stagione che conta non è sul calendario: è quella che sappiamo creare dentro di noi.


