di Susy Carbone
A volte la vita è proprio strana, sa sorprenderci tessendo trame inaspettate.
È il 1962 e su un treno che percorre la tratta Milano-Roma, una cliente di Eugenio Carbone accompagna il marito per lavoro, indossa un abito realizzato proprio dal sarto cosentino. Sul sedile di fronte, una signora di mezza età con i capelli raccolti in un grande chignon osserva a lungo ogni dettaglio del suo abito, poi finalmente le sorride e le chiede chi ha confezionato quel modello originale e raffinato. La cliente, orgogliosa, spiega subito che è opera di Eugenio Carbone, sa che lui viene spesso a Roma e che si parla già di un suo possibile trasferimento nella capitale, chissà che la signora non possa diventare una futura cliente del suo sarto di fiducia. Tra le due si crea un immediato feeling e il viaggio si anima con una vivace conversazione sulla moda del momento. Prima di scendere dal treno, la signora si presenta: è Germana Marucelli. La stilista lascia un biglietto da visita alla cliente di Eugenio e va via velocemente. È un incontro destinato a segnare una svolta decisiva nella vita dell’artista cosentino.
Nel novembre del 1963, Eugenio ed Eleonora decidono di chiudere la sartoria di Cosenza e trasferirsi a Roma, attratti dalle speranze di cura proposte per il loro figlio dal Professor Bollea. Non senza difficoltà e dubbi, la vita stessa indica loro la strada da seguire.

La stazione di Cosenza, immersa in
un’atmosfera sospesa e malinconica,
punto di svolta per Eugenio Carbone:
da qui prende forma il viaggio verso
Roma e la speranza di una nuova vita,
portando con sé la memoria della sua terra.
Olio su tela -1963
Eugenio, carico di speranza, prima di lasciare Cosenza prepara con cura i suoi figurini, selezionando le creazioni che ritiene possano incontrare il favore dei grandi atelier romani. Stabilisce che il primo da visitare sarà quello di Germana Marucelli, seguito da quello di Emilio Schuberth, consapevole che la capitale è il cuore pulsante dell’alta moda italiana.
In quei giorni concitati a causa dei preparativi per il trasloco, Eugenio si applica con grande attenzione all’analisi dei dettagli, dei modelli e delle peculiarità che distinguono i due grandi stilisti, approfondendo con rigore ogni aspetto delle loro creazioni sulle riviste di moda.
Per Emilio Schuberth, in particolare, Eugenio ha una grande ammirazione. La sua moda è un inno alla femminilità elegante, all’arte sartoriale, dove tessuti preziosi e silhouette studiate con attenzione esaltano una donna che diventa simbolo di classe e seduzione, immersa nell’atmosfera scintillante della Dolce Vita romana. Schuberth non solo esalta il corpo, ma esalta il fascino e il carisma della donna con abiti pensati per essere indossati dalle dive e dalle signore più raffinate, unendo tradizione sartoriale e innovazioni nei tessuti e nelle tecniche di lavorazione.

Emilio Schubert, stilista geniale e raffinato,
durante una prova d’atelier con modelle che
indossano le sue creazioni eleganti e
sofisticate, simbolo dell’eccellenza della
moda italiana del suo tempo.
Per Eugenio, confrontarsi con questa visione significa immergersi profondamente in una realtà fatta di stile, eleganza e cultura visiva, una scuola di perfezione che affina la sua tecnica e sensibilità artistica.
Ma è solo una prima tappa. Con l’animo colmo di aspettative e la mente aperta, intuisce che l’incontro con Germana Marucelli, prossimo nella sua agenda, potrebbe essere decisivo verso un approccio al taglio e alla modellatura più intellettuale e sperimentale. Inoltre la stilista ama il confronto con pittori e scultori e questo attira ancora di più la curiosità del giovane sarto.
E sarà proprio così. Germana saprà riconoscere il suo talento e offrirgli non solo insegnamenti tecnici, ma anche una nuova prospettiva creativa e umana che lo accompagnerà per tutta la vita, coinvolgendolo in un prezioso percorso tra arte, moda e cultura.

Germana Marucelli ritratta in un
momento di lavoro in atelier,
espressione del suo talento nel
trasformare tessuti e forme in
creazioni senza tempo.
Foto di proprietà dell’Associazione
Germana Marucelli.
Di questo straordinario incontro, che cambierà per sempre il modo di vedere e fare sartoria di Eugenio Carbone, si parlerà nella prossima pubblicazione, lasciando nell’attesa il desiderio di scoprire come la moda diventerà per lui non solo mestiere, ma vera e propria forma d’arte capace di raccontare storie, emozioni e innovazioni.
