di Gennaro Gallo
Da Lamezia a Melito, viaggio tra sprechi e opere incompiute
Una fotografia impietosa dello sport calabrese: campi, stadi e palazzetti nati per accogliere atleti e comunità, oggi ridotti a ruderi. È quanto emerge dal dossier presentato da CSAIn Calabria, con il contributo di CSEN Catanzaro, nella conferenza stampa ospitata nella sede di Sport e Salute in piazza Matteotti a Cosenza.
Il presidente regionale di CSAIn, Amedeo Di Tillo e il presidente provinciale di CSEN Catanzaro, Francesco De Nardo, hanno illustrato il documento, definito “un punto di partenza” più che un’indagine esaustiva. Alla base ci sono le segnalazioni di associazioni e società sportive locali, che da anni denunciano lo stato di abbandono di strutture costate milioni di euro e mai completate o lasciate cadere a pezzi.
Un vero e proprio “cimitero delle incompiute”: dallo stadio Remo Provenzano e dal Carlei di Lamezia Terme, entrambi segnati da decenni per incuria, alla cupola geodetica di Capizzaglie, rimasta per vent’anni solo un ammasso di ferro e ora in fase di riconversione. Storie simili arrivano da Melito Porto Salvo, dove il palazzetto degli anni ’80 è ormai un relitto, e da piccoli centri come Conflenti o Casali del Manco, dove campetti e spazi sportivi hanno conosciuto più degrado che rinascita.
Il dossier non vuole solo denunciare: è un invito alle istituzioni a inserire finalmente la questione nell’agenda politica. Dietro i cancelli arrugginiti e i vetri rotti c’è una domanda di sport e socialità che rischia di restare senza risposta.

