Mostra del Cinema. Venezia 82 tra tradizione e nuove sensibilità

di Marco Signorile

Un ritratto vivo di Venezia 82, in cui tradizione e novità si intrecciano sul tappeto rosso. Il focus su La Gioia di Nicolangelo Gelormini, con una Valeria Golino intensa e un Saul Nanni scostante, porta al centro il tema – sempre scottante – del confine tra affetto e trasgressione: un’opera che, come sottolinea il regista, ci ricorda quanto la felicità possa sfuggirci se non impariamo a concedercela in tempo.

In Orizzonti, l’universo femminile di Carolina Cavalli con Il rapimento di Arabella conferma una poetica dell’immaginazione sospesa: Benedetta Porcaroli dà corpo a un personaggio che vive di rimpianti e visioni, incarnando perfettamente quel “ciò che sarebbe potuto essere” evocato dalla regista.

Oggi il Lido si prepara all’evento glamour con Julia Roberts diretta da Luca Guadagnino in After the Hunt, mentre cresce l’attesa per No Other Choice di Park Chan-wook, che potrebbe ribadire la sua cifra stilistica fatta di tensione ed eleganza formale.

Venezia 82, dunque, non è solo vetrina di star internazionali ma laboratorio di nuove sensibilità: tra sguardi audaci e domande aperte sul desiderio, sulla memoria e sul futuro del cinema. In questo crocevia di racconti, ogni pellicola diventa un’esperienza da vivere, oltre il semplice gesto di guardare.

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