SOGNI

di Marco Signorile

Ci sono sogni che ci abitano da tempo.
Progetti, intuizioni, desideri che ci sembrano perfetti…
finché non ci mettiamo dentro una persona.

Non è detto che sia un ostacolo, né tantomeno un nemico.
A volte è solo una presenza che non vibra con la nostra.
Qualcuno con cui senza sapere bene il perché non ci va di condividere uno spazio, un tempo, un percorso.

E allora accade qualcosa di sottile, quasi impercettibile: il sogno si sfoca.
Perde slancio. Diventa opaco.
Lo ricalibriamo, lo rimandiamo, o nei casi peggiori
lo lasciamo andare.
Per evitare un disagio. Per quieto vivere.
Per non complicarci la vita.

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È sorprendente quanto le dinamiche relazionali influenzino i nostri passi:
una voce fuori posto, uno sguardo che disorienta, una vibrazione che spegne l’entusiasmo.
Eppure, fino al giorno prima, quel sogno ci faceva brillare gli occhi.

Ma quella è solo una parte della storia.
Un dettaglio infelice, sì – ma non definitivo.
Perché noi siamo molto di più.

Siamo capaci di stravolgerli, i sogni.
Di riportarli a galla, di accenderli, di viverli davvero.
Quando cuore e mente iniziano a camminare insieme,
quando ci sentiamo pezzi unici che condividono con l’universo la propria autenticità.

Quella parte di noi che si sente una, indivisa, è pura energia vibrante.
È lì che tutto cambia.
È lì che i sogni diventano reali.

I sogni più veri vanno custoditi nel segreto, protetti con grazia,
fino al momento in cui esplodono nel mondo – a fatto compiuto.

No, questo non è un articolo.
Non è giornalismo culturale.
È un frammento di vita.
Un pensiero che pulsa, una verità sussurrata con tenacia e caparbietà.

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Perché i sogni sono desideri,
e i desideri, a volte, si realizzano anche subito.

A occhi aperti.
Con il cuore in gola.
E un sorriso che strizza l’occhio alla vita.