INCONTRO CON LA WEDDING PLANNER FRANCESCA MUTO

Di Bruno Sganga

Nell’avvio con la brava wedding calabrese Francesca Muto, si è voluto subito approfondire alcuni temi generali con talune specifiche seppure brevi riflessioni tra domande e risposte.

Innanzitutto una tua pur mini presentazione:

« Sono Francesca, Wedding Planner con oltre 25 anni di esperienza ed un amore infinito per i dettagli ben fatti. Direi creativa, solare, simpatica (così mi descrivono!) e sempre disponibile, accompagno le coppie in ogni fase del loro percorso, dall’idea iniziale fino realizzazione del loro giorno perfetto, offrendo presenza costante, consigli pratici e, soprattutto, serenità. Quando le coppie mi affidano il loro giorno più importante, trovano in

me un’alleata autentica, pronta ad ascoltare, consigliare e rassicurare con empatia, eleganza e passione. E se serve, sono quella voce amica da chiamare anche solo per una parola di conforto. Soprattutto direi che tranquillizzo e mi prendo cura di ogni dettaglio con stile, empatia e professionalità, affinché le coppie vivano questo meraviglioso viaggio con serenità e gioia. Grazie alla mia esperienza ho sviluppato competenze in ogni ambito legato agli eventi, dalla progettazione alla logistica, dal coordinamento dei fornitori alla cura della scenografia e delle emozioni. »

E come, secondo la tua esperienza, si evolve il mondo del wedding?

« Innanzitutto va detto che il matrimonio è passato da rito sociale e religioso ad evento altamente personalizzato. In Italia, le tradizioni regionali continuano a ispirare, ma oggi vengono reinterpretate per creare esperienze su misura per coppie internazionali. E sai può affermare che l’Italia è diventata una delle mete più ambite per i destination wedding.

Coppie da tutto il mondo scelgono location della nostra bella Italia, cercando autenticità, bellezza e cultura. Negli ultimi vent’anni è emersa la figura del wedding planner come professionista chiave. Non solo coordina fornitori, ma crea concept, gestisce logistica e cura l’esperienza degli ospiti. Oggi il mondo dei matrimoni sta cambiando profondamente, abbracciando nuovi valori e stili di vita. C’è una forte attenzione alla sostenibilità: le coppie scelgono soluzioni eco-sostenibili, come decorazioni con fiori locali e menù a chilometro zero, per rispettare l’ambiente senza rinunciare all’eleganza. Anche la tecnologia gioca un ruolo sempre più importante, con inviti digitali, persino trasmissioni in diretta per chi non può essere presente. I matrimoni accolgono un’ampia varietà di culture, orientamenti e riti personalizzati che riflettono davvero la storia di chi si sposa. Riducendo il numero degli invitati ma aumentando la qualità dell’esperienza per tutti. Meno invitati, più cura nei dettagli. I micro-matrimoni diventano esperienze intime ma scenografiche, spesso in location esclusive, aumentando la qualità dell’esperienza per tutti. »

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In Calabria in particolare ci sono tendenze ed usi particolari?

« Direi che in Calabria, i matrimoni si distinguono per il loro calore e la forte impronta della tradizione. È ancora molto diffusa la serenata sotto casa della sposa la sera prima del matrimonio, con musica dal vivo e applausi dei vicini: un gesto romantico e teatrale che dà il via ai festeggiamenti. Il banchetto è un altro punto forte: si mangia (e si balla!) per ore, con piatti tipici o con piatti gourmet per i palati più raffinati. Anche i brindisi sono frequenti e rumorosi, spesso accompagnati da canti e tarantelle. Le location più scelte oggi spaziano dalle spiagge cristalline di Tropea e Capo Vaticano, alle masserie e ai borghi incollina. In Calabria il matrimonio non è solo l’unione di due persone, ma un evento che coinvolge tutta la comunità, spesso un intero paese. C’è un senso profondo di partecipazione collettiva: la famiglia, i vicini, gli amici d’infanzia. Tutti diventano parte attiva della festa. C’è una teatralità gioiosa che rende ogni dettaglio significativo: dalla serenata, al lancio di confetti, al primo ballo con i genitori. È come se ogni matrimonio fosse una celebrazione dell’identità stessa del luogo. »