Cirò capitale internazionale del rosato: il Concours Mondial de Bruxelles accende i riflettori sulla Calabria

al 27 al 29 marzo 2026 oltre 1.100 etichette in degustazione e 55 giudici da tutto il mondo

di Piero Artuso

Cirò, piccolo centro della costa ionica calabrese, si è trasformata per tre giorni in un hub internazionale del vino ospitando una delle sessioni del Concours Mondial de Bruxelles (CMB) interamente dedicata ai rosati. L’evento, andato in scena dal 27 al 29 marzo 2026, ha riunito esperti, operatori e buyer provenienti da ogni continente, consolidando il ruolo della località come punto di riferimento per l’enologia regionale e nazionale.

Partecipare a questa edizione in qualità di giudice ha rappresentato un’importante occasione professionale e un osservatorio privilegiato per raccontare dall’interno una delle manifestazioni più autorevoli del panorama enologico internazionale.

Considerata la capitale vitivinicola della Calabria, Cirò affonda le sue radici in una tradizione millenaria. L’antico nome del Mezzogiorno, Enotria – “terra del vino” – testimonia una vocazione produttiva che risale ai tempi della Magna Grecia. In quest’area si produceva il celebre Krimisa (o Cremissa), vino noto già nell’antichità e, secondo la tradizione, offerto come premio ai vincitori dei giochi olimpici.

Un concorso globale dai numeri significativi

Nato nel 1994 in Belgio, il Concours Mondial de Bruxelles si è progressivamente affermato come uno dei più importanti concorsi enologici internazionali. La sua evoluzione in manifestazione itinerante ne ha rafforzato il profilo globale, permettendogli di intercettare le principali aree produttive del mondo.

Ogni anno vengono degustati oltre 15.000 vini, valutati da circa 350 giudici provenienti da più di 50 Paesi. Le degustazioni si svolgono rigorosamente alla cieca e solo circa un terzo dei campioni ottiene un riconoscimento – Argento, Oro o Gran Oro – a conferma dell’elevata selettività e della credibilità del concorso anche sotto il profilo commerciale.

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Negli ultimi anni, il CMB ha inoltre sviluppato sessioni tematiche dedicate a specifiche tipologie, tra cui quella dei vini rosati, rispondendo alla crescente segmentazione del mercato internazionale.

Degustazioni tra approccio tecnico e visione di mercato

La sessione ospitata a Cirò ha visto la partecipazione di 55 giudici, organizzati in panel composti da circa sei degustatori ciascuno. Un tratto distintivo del concorso è la composizione multidisciplinare delle commissioni, che integra competenze tecniche e sensibilità commerciale.

Accanto agli enologi siedono infatti giornalisti specializzati e buyer internazionali, favorendo un confronto ampio e articolato. Nel panel in cui ho operato erano presenti, oltre a un altro giudice italiano, professionisti provenienti da diversi Paesi europei e asiatici: una diversità che ha consentito di coniugare rigore analitico e lettura dei mercati, offrendo una valutazione più completa dei vini.

Nel corso delle tre giornate sono stati degustati oltre 1.100 rosati provenienti da circa 30 Paesi, dato che conferma il crescente interesse globale verso questa tipologia, sempre più strategica nei consumi internazionali.

Dalla degustazione ai dati: il valore dei report sensoriali

Tra le innovazioni più rilevanti introdotte dal Concours Mondial de Bruxelles vi è l’elaborazione di report sensoriali avanzati destinati ai produttori. La valutazione non si limita più a un giudizio qualitativo, ma si traduce in un’analisi strutturata del profilo del vino.

Attraverso rappresentazioni grafiche, i report restituiscono il profilo aromatico – suddiviso per famiglie (fruttato, floreale, speziato, legnoso) – e quello gustativo, basato su parametri quali acidità, struttura, tannicità e alcolicità.

Profilo aromatico

Profilo gustativo

Si tratta di strumenti che segnano un cambio di paradigma: la degustazione diventa anche supporto strategico per il marketing, offrendo ai produttori indicazioni utili per il posizionamento e la comunicazione nei mercati internazionali.

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Con questa edizione dedicata ai rosati, Cirò rafforza la propria identità storica e si proietta con decisione nel panorama globale del vino, dove tradizione e innovazione si incontrano in un equilibrio sempre più determinante.