di Rossana Lucente
C’è un momento, davanti alla “Ronda di Notte (1642)” di Rembrandt Harmenszoon van Rijn, esponente del “periodo dell’oro olandese”, in cui lo sguardo smette di inseguire la scena e comincia a perdersi nei dettagli.
Non sono solo i volti o il movimento a catturare l’attenzione, ma qualcosa di più sottile, come stoffe, colori, accessori e capelli. I protagonisti del dipinto, dove si nasconde anche l’autore, appartengono alla milizia civica di Amsterdam, ma sembrano usciti da una passerella barocca. I loro abiti parlano chiaramente, non si tratta solo di uniformi ma di dichiarazioni sociali. Il nero domina, elegante e costoso, simbolo di prestigio, interrotto da lampi di colore, studiati con precisione quasi teatrale.
La fascia rossa del capitano Cocq attraversa la scena come una firma visiva, mentre l’oro brillante del luogotenente sembra catturare e riflettere la luce stessa. I colletti bianchi, ampi e scolpiti, incorniciano i visi. Non sono semplici dettagli sartoriali, ma indicano status, ricchezza e disciplina. Le calzature raccontano le gerarchie, composte da stivali robusti, scarpe in cuoio e fibbie. Ogni accessorio è un codice che ne indica la personalità e l’ambizione, come i guanti tenuti con una eleganza disinvolta. I cappelli, larghi e scuri, spesso impreziositi da piume, sono tra gli elementi più espressivi del quadro. Alcuni sembrano perfettamente posizionati, altri leggermente inclinati, come se rivelassero un tratto del carattere di chi li indossa.

La fisionomia delle persone, lontana da ogni idealizzazione, viene indagata nei baffi arricciati, nelle barbe curate, e, nei capelli mossi e naturali, segni di maturità e autorevolezza. E poi c’è lei, una enigmatica figura femminile, la quale emerge dalla scena con una lucentezza propria. Il suo abito chiaro, i riflessi dorati, gli oggetti che porta con sé, come il pollo alla cintura e il calice, diventano i simboli degli “Archibugieri”, i quali marciano tra bandiere e tamburi, per accogliere la Regina di Francia, Maria de’ Medici.

Dietro questa esplosione di vita si nasconde un artista tutt’altro che sereno, condizionato da successi e cadute, amori e perdite, tra cui le committenze reali dell’Aja e la bancarotta, la perdita prematura dei figli e della giovane moglie Saskia van Uylenburgh, sino alla relazione turbolenta con la balia Geertje Dircx, internata in manicomio, e, la “chiacchierata” storia d’amore con la domestica Hendrickje Stoffels. Guardare la “Ronda di Notte”, in realtà ambientata di giorno, significa entrare in un mondo fatto di dettagli, dove ogni tessuto, ogni piega, ogni sguardo contribuisce a costruire una narrazione complessa, e, dove moda e identità del Seicento si intrecciano.


