Navigando il Lago di Como. Il tempo che scorre sull’acqua.


di Marco Signorile

Ci sono viaggi che restano spostamenti.
E altri che diventano racconto.

A Bellano, le celebrazioni per i 200 anni della navigazione sul Lago di Como sono diventate un’occasione concreta per rileggere il territorio. Non solo eventi, ma un percorso culturale diffuso capace di restituire al lago il suo ruolo storico, economico e identitario. In questo contesto ha preso forma anche la Crociera Letteraria, tra gli appuntamenti più suggestivi del programma.

Non si è sempre chiamato così. Prima di essere Lago di Como, era Lario. Un nome breve, antico, che custodisce una memoria più profonda. C’è chi ne cerca l’origine nel mondo greco, chi lo associa a un’idea di nobiltà, quasi fosse un principe tra i laghi. Anche Virgilio, nel secondo libro delle Georgiche, ne restituisce un’immagine evocativa, più sentita che descritta. Perché il Lario non si racconta davvero: si attraversa.

La sua origine stessa ha qualcosa di teatrale. Una grande conca che si svuota, si solleva, si trasforma. Le pietre spinte verso le cime, ghiaie e ciottoli trascinati verso la pianura. Poi l’acqua riempie il vuoto, ed è nato il Lago di Como. Tra il Monte Barro e il Resegone ha trovato la sua via di uscita, diventando Adda. È qui che il paesaggio smette di essere sfondo e diventa struttura narrativa.

Navigando lungo le sue sponde, emergono storie che non hanno perso voce. A Dongo, per esempio, si racconta di una figura singolare: una donna che, sotto mentite spoglie maschili, riuscì a distinguersi negli eserciti delle guerre napoleoniche, ottenendo onori e riconoscimenti. Oppure di un albergo divenuto celebre per la sua cucina, guidato dal cuoco di Camillo Benso di Cavour, capace di attirare viaggiatori e curiosi. Da qui si sale verso vallate di confine, verso la Svizzera. E da qui, per lungo tempo, si partiva: molti emigravano verso il Regno Unito, tornando con nuovi mestieri e fortune costruite altrove.

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Poi il racconto si è fatto materia. Al Museo della Barca Lariana di Pianello, la navigazione ha preso forma concreta: gondole, aliscafi, battelli. Imbarcazioni che non attraversano più il lago, ma continuano a raccontarlo. Una memoria tangibile, che restituisce profondità a ciò che oggi appare naturale.

E infine il presente, che si è intrecciato alla parola. La Crociera Letteraria, accompagnata dalla voce di Andrea Vitali, ha trasformato il viaggio in esperienza narrativa. Medico e scrittore, nato a Bellano, Vitali ha ambientato molti dei suoi romanzi nel suo borgo natale, restituendo al lago una voce riconoscibile, ironica e profondamente umana.

Una volta, sul Concordia, era solo un passaggio.
Questa volta, sulla Motonave Milano, è diventato racconto.

Una navigazione culturale, dove il lago non si guarda soltanto: si ascolta.

Alcuni viaggi finiscono.
Altri restano.