DUE TECNICHE DEL BHAIRAVA TANTRA

di Graziano Misuraca

Nell’articolo precedente abbiamo spiegato come il cuore della spiritualità (che è la cosa più pratica che ci sia) sia appunto, approcciando testi antichissimi, nella continua lettura e rilettura degli stessi, fino a quando non scatta qualcosa dentro di noi, di più grande e audace che ci libera dai meccanismi ripetitivi che sperimentiamo nella vita di tutti i giorni.

Tuttavia, si possono dare dritte, indicazioni provvisorie, che possono aiutare la meditazione su questi testi. Esamineremo dunque, due tecniche del Bahirava tantra dando indicazioni sommarie, ma generose, sull’approccio a questo libro, solo apparentemente frammentario e confuso.

Sono la n. 91 e la 92 di quello che sembra a una prima occhiata un semplice elenco di tecniche.

Ecco la prima: “Dovunque la tua mente stia vagando, internamente od esternamente, in questo stesso luogo, questo.”

Ecco. Non importa dove tu sia con la mente e col corpo. Se nel passato, nel futuro, nella tua stanzetta o sul luogo di lavoro. Vi è una sola coscienza, che è anche presente lì, adesso, in questo. Attenzione, però. Se in questo momento stai pensando alla tua persona amata, fosse anche un ricordo o un momento di immaginazione, non scappare e non inseguire. Resta su questo. Se il momento svanisce non inseguire, non farne narrazione, non ti attaccare ad esso, non farti trascinare dalla mente più impulsiva. Torna a questo. Non ci sono momenti privilegiati perché la coscienza è ovunque, tu sei ovunque.

Passiamo alla seconda.

Quando sei vividamente consapevole attraverso un particolare senso, mantieniti nella consapevolezza.”

Per questa tecnica proveremo ad ascoltare della musica al buio oppure con chi amiamo, ci benderemo e cominceremo a baciarci molto lentamente. Amplificheremo al massimo l’uso di un solo senso.

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Nel primo caso l’udito, nel secondo il tatto. Nel primo caso con la musica, restiamo al massimo consapevoli, stiamo sul suono, su come esso cresce o diminuisce e sui vuoti tra un suono e l’altro. Sii consapevole di questi momenti di vuoto, non analizzarli, prova a respirare in essi.

Nel secondo, non vagare con la fantasia, concentrati sulla sensazione, il calore del respiro, su quei momenti di vuoto tra un tocco e l’altro, su un respiro e l’altro. Vedi come in entrambi i momenti spazio e tempo si amplificano?

Resta nella consapevolezza. Non disperderti. Amplifica la tua coscienza, scopri quanto è vasta.

Alla fine di ciò, sperimenterai una sorta di uscita da un’apnea, che è l’apnea della tua mente normalmente rinchiusa nel suo recinto.

Buona pratica.