Valentino Garavani: l’influenza sullo stile sartoriale di Eugenio Carbone

Di Susy Carbone

Da bambina, sfogliando le riviste di moda nella sartoria di mio padre, Eugenio Carbone, riconoscevo subito gli abiti di Valentino Garavani.

Sul tavolino del salotto erano regolarmente presenti pubblicazioni prestigiose come Vogue e L’Officiel, magazine internazionali di moda, ricchi di foto con meravigliose modelle che incarnavano l’eleganza dei suoi capi.

Pur non sapendo ancora leggere, individuavo il suo stile unico: raffinato e originale, fatto di linee impeccabili, tessuti morbidi e lucenti, colori vivaci, fantasie audaci e il suo‘rosso Valentino’: inconfondibile.

Mio padre si stupiva per la mia capacità di distinguere i suoi abiti tra tanti, e così Valentino divenne il primo stilista a conquistare la mia immaginazione, catapultandomi fin da piccolissima nel mondo dell’alta moda.

Negli anni Settanta i miei genitori ebbero l’onore di assistere a una sua sfilata a Roma, un’esperienza che segnò profondamente la nostra famiglia. Per mesi, tormentai papà con domande su ogni abito che aveva percorso la passerella di Villa Miani, affascinata dai racconti sulle linee impeccabili che esprimevano la maestria artigianale dello stilista.In sartoria avevamo, per le nostre clienti, campionari di tessuti firmati Valentino, usati per ordinare le stoffe originali e creare i modelli. Eleganti cataloghi con copertine in tessuto nero lucido e il suo nome stampato in oro,nei quali erano raccolti figurini delle collezioni con campioni di preziosi e raffinati tessuti.

Campionario Valentino – 1988/89

Oggi questi cataloghi arricchiscono l’archivio storico di Carbone: una fonte d’ispirazione costante per papà e per me, che ha plasmato il nostro approccio sartoriale e stimolato la nostra fantasia e creatività, ma anche oggetto di studio utilizzato per i corsi e i seminari di moda.

Campionario Valentino – CollezioneAutunno-Inverno 1988/89

L’impatto di Valentino è stato così profondo da influenzare anche il mio abito da sposa, ideato da mio padre ispirandosi ad un modello da sera presente nel libro Valentino – Trent’anni di magia

Leggi anche  Boy George: quando il tempo migliora una leggenda della musica pop

Archivio Storico Eugenio Carbone Abito da sposa di Susy Carbone realizzato ispirandosi ad un modello di Valentino – 1993.

Un filo invisibile ha sempre legato il grande Valentino a Eugenio Carbone: alcuni tra i suoi più valenti allievi dello IED, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, hanno collaborato con la Maison Valentino, in qualità di direttori artistici.

Valentino Garavani con uno dei celebri abiti ‘rosso Valentino’Immagine da Instagramm valentinoreal

Nato a Voghera nel 1932, Valentino Garavani è uno dei più celebri stilisti italiani, fondatore della maison che porta il suo nome. Dopo gli studi a Milano e Parigi, torna in Italia nel 1960 aprendo la sua casa di moda a Roma. Affronta insuccessi iniziali, con difficoltà finanziarie e un mercato non pronto ad accogliere ed apprezzare il suo stile romantico e innovativo. Ma persevera, enel 1962 incontra Giancarlo Giammetti, studente di architettura che diventa il suo compagno nella vita e nel lavoro e che intuisce immediatamente le doti straordinarie di Valentino. Giammetti lo sostiene economicamente e managerialmente, salvando la maison dal fallimento, ma soprattutto gli consente di vivere nel suo mondo fatto di

​creatività e raffinatezza, occupandosi di tutto il resto.

La loro è una storia di resilienza, perseveranza, fiducia nelle proprie capacità, passione per il lavoro. Il sodalizio porta al trionfo: nel 1964 l’abito da sposa per Jacqueline Kennedy lancia Valentino nel mondo, con sfilate leggendarie e creazioni indossate da Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Julia Roberts agli Oscar 2001 e Lady Diana. Conquista le donne più famose ed eleganti di quegli anni, trasformando la griffe in un impero globale.

Valentino ha elevato eleganza, stile e raffinatezza ad opere d’arte. Lascia un patrimonio immenso, un’ispirazione che continuerà a guidare e a far sognare generazioni di creativi.

Leggi anche  Lo stilista Eugenio Carbone: il trasferimento nella capitale

Amo la bellezza, non è colpa mia”

Valentino Garavani