“Take me to Salerno” Federica: Il Progetto di Federica Scarpetta per Vivere la Città

“Chissà se un giorno qualcuno dirà: portami a Salerno a fare qualcosa di diverso!”  da questa riflessione di Federica Scarpetta nasce un nuovo modo di vivere Salerno fatto di connessioni ed esperienze da vivere insieme.

La connessione tra persone è qualcosa che va oltre la semplice interazione e che passa attraverso una presenza autentica, senso di fiducia e calore che ci fa sentire compresi e accettati.

Piccoli gesti, sguardi sinceri e parole autentiche favoriscono questa connessione soprattutto in luoghi e in situazioni in cui si ha la sensazione di essere realmente visti, ascoltati e messi a proprio agio, perché sicuri e liberi di essere se stessi.

Creare questi spazi sicuri in cui le emozioni possano fluire e possa regnare una sensazione di sicurezza, naturalezza e agio è l’intento di Federica Scarpetta e del suo progetto “Take me to Salerno”.

Il sogno di Federica è far sì che chi partecipa ai suoi eventi possa provare quella pace e quella gioia dell’animo che si hanno solo quando si è insieme a qualcuno che ci ascolta e ci capisce davvero.

Tutto ciò è possibile solo se si creano le condizioni giuste affinché la magia possa avvenire e la nostra amica ha la bacchetta magica. Scopriamo insieme quali sono i suoi segreti e conosciamola meglio.

Chi è Federica Scarpetta?

<<Sono una persona curiosa, profonda e creativa. Mi piace conoscere persone, ascoltare storie e osservare ciò che mi circonda. Fin da piccola sono sempre stata una bambina molto in movimento: avevo continuamente bisogno di creare, inventare e immaginare qualcosa di nuovo.

Per lavoro mi occupo di consulenza universitaria ma l’organizzazione di eventi ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato nel mondo degli eventi privati, occupandomi di matrimoni, compleanni e altre occasioni speciali, fino a quando ho sentito il bisogno di creare un progetto che parlasse davvero di me.>>

Come nasce take me to Salerno?

<<Take Me To Salerno nasce da una riflessione che ho fatto durante un viaggio. Sentivo il bisogno di fare qualcosa di diverso e, per trovare quell’esperienza che cercavo, ero andata a Roma.

Durante il viaggio di ritorno in treno guardavo fuori dal finestrino e pensavo: “Chissà se un giorno qualcuno dirà: portami a Salerno a fare qualcosa di diverso.” In quel momento ho capito che spesso siamo abituati a cercare altrove quello che pensiamo non esista nella nostra città.

Eppure, Salerno è piena di persone con idee, talenti e progetti bellissimi che meritano di essere valorizzati. Così è nato il nome Take Me To Salerno e, poco dopo, la pagina Instagram. All’inizio raccontavo luoghi, iniziative e realtà del territorio che ritenevo interessanti, poi ho iniziato a collaborare con professionisti, attività e creativi per trasformare quelle idee in esperienze da vivere insieme.

Oggi Take Me To Salerno è una community che si incontra dal vivo attraverso eventi creativi, culturali ed esperienziali. Il mio obiettivo è fare in modo che le persone guardino il territorio con occhi diversi, scoprendo quante opportunità, quante storie e quante connessioni possono nascere proprio qui, senza dover andare altrove.>>

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Foto di un evento Take me to Salerno

Come funziona e chi può partecipare?

Take Me To Salerno è aperto a chiunque abbia voglia di vivere il territorio in modo diverso. Non ci sono limiti di età particolari, non bisogna venire accompagnati e non serve conoscere qualcuno. Molte persone partecipano da sole e, spesso, è proprio questo l’aspetto più bello: arrivano senza conoscere nessuno e tornano a casa con nuove amicizie o nuove connessioni.

Il funzionamento di Take Me To Salerno è semplice: non organizzo eventi per una categoria specifica di persone, ma creo occasioni diverse affinché ognuno possa trovare l’esperienza che in quel momento sente più vicina a sé. Ogni mese costruisco un calendario di esperienze diverse, perché credo che non esista un unico modo di vivere la città.

Prendiamo luglio come esempio. Chi sente il bisogno di rallentare può partecipare a “Uncinetto in Chill”, un laboratorio creativo in spiaggia dove si realizza un cappello estivo tra aperitivo, mare e chiacchiere.

Chi invece cerca ispirazione e networking può partecipare a “Restare o Andare”, un talk realizzato insieme a TEDx Battipaglia in cui ospiti con percorsi diversi si confrontano sul tema del restare al Sud o costruire il proprio futuro altrove.

Per chi ha voglia di movimento e divertimento c’è “AperiSup”, un’uscita in SUP aperta anche ai principianti, pensata per vivere il mare da una prospettiva diversa e conoscere nuove persone. E poi c’è il “White Party”, una serata più leggera e spensierata fatta di musica, tavoli condivisi, cena vista mare e voglia di stare insieme.

Sul sito www.takemetosalerno.it nella sezione “PARTECIPA AI NOSTRI EVENTI” si trovano tutti gli eventi disponibili e prenotabili.

Programma di luglio

Che tipo di difficoltà hai incontrato sul tuo percorso e perché hai continuato a credere nel tuo sogno e costruirlo?

<<Le difficoltà sono state tante, probabilmente la più grande è stata partire da un ambito che non conoscevo. Io sono un’organizzatrice di eventi ma non un’esperta di comunicazione.

Quando è nato Take Me To Salerno ho dovuto imparare tutto da zero: fare video, parlare davanti a una telecamera, raccontare un’idea in pochi secondi, capire come trasformare un’intuizione in un messaggio che arrivasse alle persone.

Allo stesso tempo c’era un’altra sfida: trovare qualcuno che credesse nel progetto quando ancora non esisteva davvero. All’inizio la pagina aveva poche centinaia di follower e molti partner erano comprensibilmente scettici.

Alcuni locali non erano disposti a riservare spazi senza la certezza delle presenze; altri mi dicevano che l’idea era bella ma che avrebbe funzionato solo con i turisti, non con i salernitani. In quei momenti ho dovuto trasmettere entusiasmo e visione. Alcune persone si sono lasciate coinvolgere fin da subito, altre hanno avuto bisogno di vedere i risultati prima di crederci. 

Perché ho continuato? Perché non stavo cercando di creare un bisogno che non esisteva: lo vedevo ogni giorno nelle conversazioni con i miei amici, nelle persone che dicevano di non sapere cosa fare nel fine settimana, in chi aveva voglia di conoscere gente nuova ma non trovava occasioni per farlo. Io stessa ero una di quelle persone.

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Per questo ho continuato a crederci anche quando gli altri non lo facevano ancora. Perché sapevo che il problema era reale e che, se fossi riuscita a creare le occasioni giuste, le persone sarebbero arrivate. E alla fine sono arrivate davvero.>>

Se dovessi identificarti in un luogo di Salerno quale sceglieresti?

<<Probabilmente ne sceglierei due. Il primo sarebbe la Cripta del Duomo. Ci sono momenti in cui sento il bisogno di andare lì per ritrovare il mio centro. Non perché io sia una persona particolarmente religiosa, ma perché in quel luogo mi sento immersa nella bellezza e nell’arte.

Ogni volta resto affascinata da quel vortice di colori, dettagli e immagini. Trovo curioso come spesso chi arriva da fuori città ne rimane incantato, mentre tanti salernitani non ci sono mai entrati nemmeno una volta. In un certo senso è anche quello che cerco di fare con Take Me To Salerno: invitare le persone a guardare con occhi nuovi ciò che hanno sempre avuto vicino.

L’altro luogo sarebbe il Porticciolo di Pastena, un posto semplice, tranquillo, con una sua identità precisa. Negli anni ci ho trascorso tantissimo tempo: spesso ci arrivavo in bicicletta, prendevo una pizza d’asporto e mi fermavo lì a guardare il mare. È uno di quei posti che mi hanno sempre fatto sentire bene.

Se c’è una cosa che ho capito è che non sempre servono grandi eventi o grandi viaggi per stare bene: a volte basta trovare un luogo che ti faccia sentire a casa. Per me quel luogo è il Porticciolo.>>

Quale messaggio vuoi lanciare con il tuo progetto?

<<Vorrei ricordare alle persone che non serve andare lontano per vivere qualcosa di bello. Spesso pensiamo che le esperienze più significative siano altrove, mentre a volte sono dietro l’angolo: in un laboratorio creativo, in una passeggiata, in una cena condivisa con sconosciuti.

Il territorio si valorizza quando viene vissuto e quando si dà alle connessioni umane il giusto valore. In un periodo in cui siamo sempre più connessi online, cerchiamo spazi dove le persone possano guardarsi negli occhi e conoscersi davvero. È questo quello che provo a fare ogni giorno!>>

Il segreto di Federica

Il segreto di Federica, dunque, è chiaro e saldamente basato su due capisaldi: la passione per un luogo e la compassione per un bisogno. Mettersi in gioco in una città piuttosto che criticarla, creare nuovi modi di viverla e concepirla, godere dei momenti di convivialità investendo sulle potenzialità e sul valore umano di chi quel territorio lo vive e ce l’ha nel sangue è una visone vincente tanto da poter far sì che si creino, davvero, reali spazi e nuovi presupposti affinché da tutta Italia e, perché no, dal mondo possiamo sentirci dire “portami a Salerno!”.