Questo amore di Jacques Prévert: un inno struggente dedicato alla forza inarrestabile e salvifica dell’amore e alle sue molteplici contraddizioni

Jacques Prévert è stato celebrato da milioni e milioni di lettori e lettrici in tutto il mondo come il ‘cantore dell’amore’ per eccellenza visto che gran parte della sua produzione poetica è incentrata, per l’appunto, sull’universo caleidoscopico dell’amore e sulle sue infinite sfumature (non a caso, infatti, il titolo di questa rubrica incentrata sull’amore nella letteratura rimanda al titolo di un’altra sua celebre poesia). Prévert, nato a Neuilly-sur-Seine nel 1900, oltre ad essere celebrato in tutto il mondo come poeta, è stato anche sceneggiatore teatrale e cinematografico nonché autore anche di alcune canzoni (celebre la sua Les feuilles mortes, cantata da Yves Montand). Ma è nella poesia che noi ritroviamo l’anima più autentica di Prévert: quest’ultima, venuta alla luce sotto l’influenza e la spinta del surrealismo e via via modificatasi con altri innumerevoli apporti culturali ed esperienziali, celebra l’amore come unica salvezza del mondo, un amore implorato, sofferto, alle volte tradito, ma alla fine sempre ricercato. La poesia di Prévert è impressa sulla carta per essere rivissuta come un eterno déjà-vu ed essa è indissolubilmente legata alla vita, anzi, dà a quest’ultima quella profondità e quel significato senza i quali ogni cosa sarebbe svuotata di senso. Questo amore (Cet amour) fa parte della prima e più celebre raccolta di poesie di Prévert intitolata Paroles (Parole), pubblicata per la prima volta nel 1946: questa lirica si configura come una vera e propria preghiera laica dedicata all’amore, nella quale si riflette quella eterna tensione tra la fragilità dell’uomo e la forza inarrestabile del suo cuore.

Questo amore

Così violento

Così fragile

Così tenero

Così disperato

Questo amore

Bello come il giorno

Cattivo come il tempo

Quando il tempo è cattivo

Questo amore così vero

Questo amore così bello

Così felice

Così gioioso

Così irrisorio

Tremante di paura come un bambino quando è buio

Così sicuro di sé

Come un uomo tranquillo nel cuore della notte

Questo amore che faceva paura

Agli altri

E li faceva parlare e impallidire

Questo amore tenuto d’occhio

Perché noi lo tenevamo d’occhio

Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato

Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato

Questo amore tutt’intero

Così vivo ancora

E baciato dal sole

E’ il tuo amore

E’ il mio amore

E’ quel che è stato

Questa cosa sempre nuova

Che non è mai cambiata

Vera come una pianta

Tremante come un uccello

Calda viva come l’estate

Sia tu che io possiamo

Andare e tornare possiamo

Dimenticare

E poi riaddormentarci

Svegliarci soffrire invecchiare

Addormentarci ancora

Sognarci della morte

Ringiovanire

E svegli sorridere ridere

Il nostro amore non si muove

Testardo come un mulo

Vivo come il desiderio

Crudele come la memoria

Stupido come i rimpianti

Tenero come il ricordo

Freddo come il marmo

Bello come il giorno

Fragile come un bambino

Ci guarda sorridendo

Ci parla senza dire

E io l’ascolto tremando

E grido

Grido per te

Grido per me

Ti supplico

Per te per me per tutti quelli che si amano

E che si sono amati

Oh sì gli grido

Per te per me per tutti gli altri

Che non conosco

Resta dove sei

Non andartene via

Resta dov’eri un tempo

Resta dove sei

Non muoverti

Non te ne andare

Noi che siamo amati noi t’abbiamo

Dimenticato

Tu non dimenticarci

Non avevamo che te sulla terra

Non lasciarci morire assiderati

Lontano sempre più lontano

Dove tu vuoi

Dacci un segno di vita

Più tardi, più tardi, di notte

Nella foresta del ricordo

Sorgi improvviso

Tendici la mano

Portaci in salvo.

In questo componimento il poeta francese descrive l’amore come un fuoco inestinguibile, che divora e avviluppa l’anima, una passione che sconvolge e illumina allo stesso tempo, un sentimento che non si può in alcun modo ingabbiare dentro le convenzioni sociali o i paradigmi imposti dalla società. Prévert mette in risalto la forza devastante ma allo stesso tempo salvifica dell’amore, un amore che può arrivare a mettere a repentaglio la nostra stessa vita ma senza il quale la nostra esistenza diventa priva di qualsiasi significato. La ripetizione, il ritmo serrato delle immagini che si susseguono creano una musicalità intensa e struggente, una musicalità che sembra quasi rievocare il respiro ritmico ed affannoso di una coppia innamorata stretta in un abbraccio senza tempo. Questa lirica si rivolge non solo all’amore in quanto tale ma soprattutto a tutti coloro che ne hanno percepito la sua forza e la sua potenza all’interno delle proprie vite: l’amore non può essere ridotto a mera convenzione sociale ma lo si deve vivere in maniera autentica e viva, senza compromessi di sorta. Nei versi finali Prévert si rivolge direttamente all’amore, implorandolo di non dimenticarci,di non lasciarci morire assiderati, di tenderci la mano e di portarci in salvo: questa supplica, così densa di umana spiritualità, vuole rappresentare idealmente il grido dell’umanità intera affinché l’amore non si dimentichi mai di noi e delle nostre fragilità ma ci venga a salvare ogni qualvolta il nostro destino appaia ai nostri occhi irrimediabilmente segnato dal dolore, dalle tenebre del male e dalla morte. Un invito all’amore, ad amare senza remore che diventa intrinsecamente un invito alla vita, una vita che diventa pregna di significato solo quando troviamo la forza di aprire il nostro cuore.

Leggi anche  Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la sua sono uguali: la storia d’amore tra Catherine e Heathcliff nel capolavoro di Emily Bronte Cime tempestose