Quale vita, quale gioia senza l’aurea Afrodite

di Giorgio Pizzol

Il tema si ritrova praticamente in tutte le opere di letteratura sia in poesia che in prosa e anche in tutte le opere di filosofia. La vita ci offre pochi piaceri, magari intensi, ma sempre di breve durata; per il resto la vita è sofferenza. Questa è la condizione umana di tutti i tempi.

Per il poeta Mimnermo di Colofone (650 a.C.) la vita ci offre pochi piaceri, magari intensi, ma sempre di breve durata; per il resto la vita è sofferenza.

l tema si ritrova praticamente in tutte le opere di letteratura sia in poesia che in prosa e anche in tutte le opere di filosofia. La vita ci offre pochi piaceri, magari intensi, ma sempre di breve durata; per il resto la vita è sofferenza. Questa è la condizione umana in tutti i luoghi e in tutti i tempi.

Dalla presa di coscienza di questa condizione nascono tante correnti di pensiero (filosofico, letterario, religioso) che tentano di dare “un senso” al fatto che nella vita dell’uomo la sofferenza prevale di gran lunga sulla gioia.

La mia discutibile opinione sul punto è la seguente. Per quanto possano presentarsi come diverse tra loro, tutte le correnti di pensiero (già pensate e pensabili) sostengono soltanto due tesi che rispettivamente affermano:il senso si trova all’interno di “questa” vita in questo mondo (tesi dell’immanenza) ;il senso si trova “al di fuori”, al di là, di questo mondo (tesi della trascendenza).Qui per ora il nostro discorso si ferma osservando che il poeta Mimnermo è per la tesi dell’immanenza.E questo pensare lo fa soffrire perché deve constatare che la giovinezza coi suoi dolci doni, passa in un attimo, per gli uomini e per le donne (ἀνδράσιν ἠδὲ γυναιξίν).(Appunti 1960 traduzione quasi letterale).

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