di Francesca Abrami
La Philofobia, dal greco philos (amore) e probos (paura), indica la paura anormale e irrazionale di innamorarsi e provare amore in un rapporto di coppia.
Non si tratta di un semplice rifiuto ad impegnarsi ma di una vera e propria fobia che può interferire in modo significativo nella vita e nella sfera affettivo- relazionale della persona.
Si è sempre pensato all’amore come a qualcosa di positivo, ma innamorarsi implica emozioni profonde quali felicità, desiderio ma anche ansia e paura derivanti dall’insicurezza riguardo i sentimenti provati dall’altra persona.
Chi ha paura di amare teme le reazioni che l’innamoramento potrebbe suscitare quindi ha paura di lasciarsi andare e di perdere il controllo. Chi ha paura di amare presenta gli stessi sintomi e mette in atto gli stessi meccanismi di difesa di chi è fobico.

Le principali reazioni sono:
Risposte fisiche
Ansia, battito cardiaco accelerato, sudorazione, panico al solo pensiero di essere coinvolti sentimentalmente.
Risposte comportamentali
Fuga (tentativo di allontanarsi dallo stimolo ansioso);
Molte persone philofobiche desiderano l’amore, ma ne sono terrorizzate; ciò genera molta sofferenza. Non appena sentono un qualche coinvolgimento emotivo si allontano per paura di sentirsi sopraffatte dall’ansia.
Evitamento (tentativo di evitarne il contatto).
Chi soffre di philofobia tende a evitare situazioni da cui potrebbe nascere un legame emotivo profondo, anche se ne desidera uno.
Risposte cognitive
Pensieri negativi, irrealistici o esagerati nei confronti delle situazioni temute;
pensieri anticipatori;
Interpretazioni distorte della realtà.
Le cause di tale comportamento possono essere:
· Esperienze traumatiche passate (ad es. precedenti relazioni dolorose, abbandoni, tradimenti);
Contesto familiare instabile;
Bassa autostima o paura di essere vulnerabili;
Paura di soffrire, della perdita e della dipendenza emotiva .

La philofobia può portare a isolamento emotivo, difficoltà relazionali e depressione. Spesso chi ne soffre razionalizza il proprio comportamento come un bisogno di libertà ed indipendenza o giustifica la decisione di allontanarsi per i presunti difetti del partner quando, in realtà, si tratta di un meccanismo di difesa.
Molte persone si rivolgono al nostro centro perché non riescono ad amare: alcuni non hanno mai provato mentre altri hanno tentato senza riuscirci per la forte angoscia di essere rifiutati o di perdere il controllo e persino la propria identità.
In ogni caso bisogna rivolgersi a professionisti che siano in grado di gestire l’angoscia profonda che pervade chi soffre di tale disturbo.
La Terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è utile per riconoscere e modificare i pensieri disfunzionali collegati alla paura di amare e alla conseguente angoscia.
Inoltre, bisogna lavorare sulle cause profonde e sulle esperienze traumatiche .
Quando una qualsiasi paura diventa un ostacolo costante ed invalidante, è importante riconoscerla e cercare di risolverla attraverso il supporto di un professionista. L’amore nonostante renda l’individuo più vulnerabile è, anche, una delle esperienze più importanti dell’esistenza umana.

