di Marco Signorile
Oggi Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, compie 70 anni. Un traguardo che, appena pochi mesi fa, difficilmente avrebbe immaginato di vivere vestito di bianco, come Pontefice della Chiesa cattolica.Eppure eccolo qui, Leone XIV, 267° successore di Pietro, il Papa “yankee con cuore sudamericano” – come lo chiamano già molti – che ha saputo sorprendere il mondo per spontaneità, fermezza e sensibilità. Missionario in Perù, uomo di studi e di dialogo, religioso agostiniano, ha portato sul soglio pontificio una visione che unisce radici antiche e sguardo contemporaneo.La sua domenica di compleanno sarà tutt’altro che mondana: l’Angelus in Piazza San Pietro, il saluto ai fedeli, e una celebrazione ecumenica a San Paolo fuori le Mura insieme alla Comunità di Sant’Egidio. Momenti solenni che parlano della sua vocazione più autentica: costruire ponti, non muri.Eppure c’è, in questo Papa, anche l’uomo. L’ex missionario che ama la natura di Castel Gandolfo, il religioso che si concede il riposo per ricaricare mente e corpo. Piccoli tratti di quotidianità che lo avvicinano alla gente e che fanno di lui un Pontefice moderno, capace di alternare preghiera e vita, solennità e sorriso.Per i fedeli è già un riferimento. Per la Chiesa, una sorpresa che profuma di futuro. Per tutti noi, l’immagine di un compleanno che diventa messaggio: la vita, a settant’anni, può ancora cominciare.

