Oscar 2026. Il trionfo di “Una battaglia dopo l’altra”: Hollywood tra spettacolo, storia e coscienza civile

di Marco Signorile

Il sipario si chiude sul red carpet e si apre sulla notte più attesa del cinema. Al Dolby Theatre di Los Angeles Hollywood celebra la 97ª edizione degli Academy Awards tra glamour, ironia e cinema che continua a interrogare il presente.

Ad aprire la cerimonia è il monologo del presentatore Conan O’Brien, che con il suo stile ironico prende di mira alcuni dei film più discussi della stagione e ricorda come il cinema resti sempre uno specchio – spesso imprevedibile – del nostro tempo.

Tra i momenti più eleganti della serata anche l’apparizione di Barbra Streisand, presenza sempre più rara sulle scene pubbliche. La grande artista ha reso omaggio al suo storico amico Robert Redford, intonando alcune note di The Way We Were, il brano che li unì nell’omonimo film del 1973. Un momento di memoria e di cinema che ha riportato sul palco degli Oscar una delle voci più iconiche della cultura americana.

Ma la vera protagonista della notte è il cinema d’autore, che trova finalmente una consacrazione piena.

Il grande vincitore della serata è “Una battaglia dopo l’altra”, che conquista l’Oscar come Miglior Film e porta a casa complessivamente sei statuette.

Per il regista Paul Thomas Anderson si tratta di una consacrazione attesa da anni. Dopo una carriera costellata di nomination e riconoscimenti, l’autore americano conquista finalmente il premio più ambito di Hollywood.

Anderson trionfa anche come Miglior regista e vince l’Oscar per la Migliore sceneggiatura non originale, adattamento del romanzo Vineland di Thomas Pynchon.

Sul palco, accanto a lui, la produttrice Sara Murphy e l’intero cast del film, in uno dei momenti più emozionanti della serata.

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Tra i premi più attesi, quello per il Miglior attore protagonista va a Michael B. Jordan per Sinners – I peccatori, dove interpreta due fratelli gemelli in una performance intensa e fisica che ha convinto l’Academy.

Jordan ha la meglio su Leonardo DiCaprio e Timothée Chalamet, protagonisti di una delle categorie più combattute della serata.

Il premio come Migliore attrice protagonista va invece a Jessie Buckley per Hamnet, un ruolo drammatico e intenso che ha dominato l’intera stagione dei premi, dal Golden Globe al BAFTA.

Uno dei momenti più emozionanti arriva con l’Oscar per la Migliore attrice non protagonista, assegnato a Amy Madigan per Weapons.
Per l’attrice americana la vittoria arriva quarant’anni dopo la sua prima candidatura agli Oscar. Nel suo discorso di ringraziamento ha dedicato il premio al compagno di una vita, l’attore Ed Harris.

Il premio come Miglior attore non protagonista va invece a Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra. L’attore non era presente alla cerimonia e la statuetta è stata ritirata da Kieran Culkin.

Pur non conquistando il premio principale, Sinners – I peccatori si conferma uno dei grandi protagonisti della stagione con quattro premi, tra cui la Migliore sceneggiatura originale per Ryan Coogler, la migliore fotografia per Autumn Durald Arkapaw e la Migliore colonna sonora per Ludwig Göransson.

Il film, ambientato nel Mississippi degli anni Trenta, è diventato un vero fenomeno culturale capace di unire spettacolo e riflessione politica, raccontando il tema dell’identità afroamericana e della resistenza attraverso il linguaggio del cinema di genere.

Un successo enorme anche al botteghino: oltre 270 milioni di dollari negli Stati Uniti e 367 milioni nel mondo.

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Tra gli altri premi della serata: Miglior film internazionale a Sentimental Value di Joachim Trier; Miglior canzone originale a Golden dal film animato K-Pop Demon Hunters; Miglior montaggio a Andy Jurgensen per Una battaglia dopo l’altra; Miglior sonoro a F1 di Joseph Kosinski; Miglior scenografia, costumi e trucco a Frankenstein di Guillermo del Toro; Migliori effetti visivi a Avatar – Fuoco e cenere di James Cameron.

Tra le novità della serata anche il debutto dell’Oscar per il Miglior casting, assegnato a Cassandra Kulukundis per Una battaglia dopo l’altra.

Tra i film premiati mi ha fatto particolarmente piacere vedere il riconoscimento a Sentimental Value di Joachim Trier. Avevo avuto modo di recensirlo e mi aveva colpito profondamente per la sua delicatezza e per la capacità di raccontare i sentimenti con una sensibilità rara nel cinema contemporaneo.

Questa edizione degli Oscar ha mostrato ancora una volta come Hollywood sappia mescolare spettacolo e riflessione civile.

Film come Sinners o Una battaglia dopo l’altra raccontano storie ambientate nel passato, ma parlano chiaramente dell’America di oggi: delle sue divisioni, delle sue contraddizioni e della sua capacità di reinventarsi.

Nella notte degli Oscar si è celebrato il cinema.
Non perché tutto vada bene, ma perché continuiamo a raccontare storie e a credere che il domani possa essere migliore.