Origini pagane del Natale

di Gaia Bafaro

Natale è la principale festa cattolica incentrata sulla figura della nascita del Cristo a Betlemme in una capanna. Nell’antichità il periodo fissato da Domiziano in epoca Imperiale che andava dal 17 al 23 dicembre a Roma prendeva il nome di “Saturnalia” ed era dedicato al dio Saturno, i festeggiamenti prevedevano banchetti e riunioni di tipo orgiastico e sacrifici. Si pensava che durante l’inverno le divinità infernali fuggissero dal sottosuolo e vagassero per la terra, quindi si svolgevano tali festeggiamenti per cercare di placarle , convincerle a tornare nel sottosuolo e favorire il ritorno della primavera e della fertilità . Il 25 dicembre si celebrava la festività del Deus Sol invictus, incentrata sulla nascita del dio Aion, generato dalla vergine Kore. Aion era la personificazione del Tempo e corrispondeva al dio Saturno latino ,durante tale celebrazione si scambiavano doni chiamati Strenne. Il culto acquisì importanza a Roma per la prima volta con l’imperatore Eliogabalo che tentò prematuramente di imporre il culto di Elagabalus Sol Invictussolare della sua città natia, Emesa, in Siria .Tuttavia vi sono diverse testimonianze che mostrano l’amore e l’attenzione dell’uomo per il Sole risalenti a ben 10 mila anni prima di Cristo, il sole sorgendo ogni mattina proteggeva l’uomo dalla buia notte, permetteva ai raccolti di crescere, come la Dea, era la vita e veniva venerato sotto infiniti nomi e in diversi modi, nell’antichità si mostrò interesse anche per le stelle e la luna (anche in essa veniva riconosciuta la Madre), che gli consentivano di prevedere diversi eventi.

Non a caso gli uomini crearono la croce dello zodiaco che mostra come il Sole passi attraverso le dodici costellazioni nel corso dell’anno, le quattro stagioni, i solstizi e gli equinozi. Il termine Zodiaco deriva dal fatto che le costellazioni vennero antropomorfizzate per mezzo di figure umane o di animali che ne rispecchiassero movimenti e caratteristiche. Il Sole era rappresentato come Dio creatore. Tra le divinità che lo rispecchiarono nel corso della storia troviamo Horus del 3000 a.C. circa ,egli aveva un antagonista Set che rappresentava la notte e con cui si batteva ogni giorno, vincendo ed essendo vinto a sua volta .Horus nacque il 25 dicembre dalla vergine Isis-Meri, la sua nascita venne annunciata da una stella dell’Est che tre re seguirono per giungere dal nuovo salvatore e adorarlo. Horus aveva dodici discepoli che viaggiavano con lui ed eseguivano miracoli, tradito da Typhon venne crocefisso e resuscitò dopo tre giorni. Stesso ciclo attraversarono altre divinità solari: Attis figlio di Fregia, Krishna in India, Dioniso in Grecia, Mitra in Persia e cosi via giungendo a Gesù . Interessante è il fatto che ognuno di queste divinità solari manteneva le stesse caratteristiche, il motivo è di tipo astrologico. La stella dell’est è Sirio la più luminosa della notte che il 24 dicembre si allinea con le tre stelle più luminose della Cintura di Orione dette i “RE” che il 25 dicembre puntano tutte verso il luogo dove sorge il Sole, per questo i tre Re seguirono la stella ,per individuare il luogo dove nacque il sole. La vergine che partorisce è la costellazione della vergine Virgo ,il simbolo della costellazione è la M maiuscola ecco perché il nome delle madri inizia per M.La morte del Sole per gli antichi aveva inizio dal solstizio d’estate e si compiva il 22 dicembre ,il sole si muoveva continuamente verso sud ma il 22 dicembre sembrava arrestare questo processo per almeno tre giorni, risiedendo nella costellazione detta “Croce del Sud”, il 25 dicembre si muove di un grado iniziando un percorso verso Nord portando giorni più lunghi, calore e primavera. Per questo motivo si dice che il sole è morto sulla croce ed è risorto dopo tre giorni. I dodici discepoli di ogni divinità solare non sono altro che le dodici costellazioni dello Zodiaco con le quali il Sole si accompagna nel suo Viaggio .

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Il Natale dunque non è esclusivamente la venuta del Dio cristiano ma è la venuta di ogni divinità solare. La Grande Madre porta nel suo grembo il Sole la promessa del ritorno della fertilità e della vita.

Nella cultura celtica il periodo del Solstizio era chiamato “Yule” dalla parola norvegese “jul” che significa ruota, oppure Jolnir il nome di Odino; È proprio ad Odino che è stata attribuita l’origine del tanto amato e ormai conosciutissimo Babbo Natale. Odino anticamente durante il periodo del solstizio distribuiva i doni e puniva i cattivi.Si narra che il Dio tenesse ogni anno una grande battuta di caccia durante il periodo del solstizio accompagnato dagli altri dei e da eroi caduti e che i bambini lasciassero i propri stivali pieni di cibo per il suo cavallo Sleipni ,in cambio Odino avrebbe riempito gli stivali di dolciumi e regali. Successivamente la tradizione cristiana sostituì la figura nordica con quella di S.Nicola di Bari .