“Mandela. La Libertà ha un nome”

di Marco Signorile

“Ci sono uomini che diventano date. Il diciotto luglio, per esempio. Non è solo un giorno sul calendario. È un nome. È un uomo. È una voce che ha sussurrato libertà anche quando il mondo urlava odio. Si chiamava Nelson Mandela.
No, non era un santo. Era un uomo. Un uomo con la schiena dritta e le mani spezzate. Con gli occhi stanchi e la voce ancora viva.
Ventisette anni. In prigione. Ventisette. Più di novemila giorni in una cella… e uscì con un sorriso. Senza vendette. Senza urla. Con una parola sulle labbra: perdono.

Chi fa questo oggi? Chi ha il coraggio di scegliere la pace quando ha tutte le ragioni per scegliere l’odio?

Mandela non ha vinto una guerra.
Ha vinto se stesso. Ha vinto la rabbia. Ha vinto per noi. Perché ci ha insegnato che essere liberi non è solo spezzare le proprie catene, ma è imparare a non metterne addosso agli altri.

Ai giovani dico: Non fatevi raccontare Mandela come una statua o un nome su un libro. Guardatelo negli occhi. Guardatelo nei film. Ascoltatelo nei suoi silenzi. Leggetelo come si legge un grido gentile.
Perché oggi abbiamo bisogno di Mandela. Non solo per ricordare. Ma per ricominciare.
E allora il diciotto luglio non sia solo un giorno. Sia un gesto. Una scelta. Una scintilla.”

“Perché la libertà… la vera libertà… ha ancora il suo nome: Mandela.”

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