L’Arazzo di Bayeux: la moda nel Medioevo

di Rossana Lucente

L’Arazzo di Bayeux è una fonte straordinaria per comprendere moda, status sociale e identità culturale del periodo medievale. Il tessuto di lino dell’XI secolo ricamato con fili colorati di lana, erroneamente definito “arazzo”, realizzato dalle suore e dalla regina Matilde, trascinata per le trecce da Guglielmo perchè riluttante al matrimonio, illustra come un fumetto la presa dell’Inghilterra (“battaglia di Hastings”), dopo la morte di Edoardo il Confessore, rappresentata dal re Aroldo, colpito all’occhio da una freccia, da parte del leader normanno Guglielmo il Conquistatore, raffigurato più grande degli altri personaggi, tra cui un nano, creatura ostentata nelle corti europee, e, il vescovo Oddone, committente dell’opera, con una mazza in mano e non un’arma, in quanto uomo di Chiesa.

Nelle varie scene di vita quotidiana, battute di caccia con i falchi e banchetti sontuosi, gli uomini, in tenuta civile, indossano tuniche lunghe, mantelli fermati da fibule, calzoni aderenti, e, scarpe in cuoio. Mentre, nelle diverse scene di navi vichinghe e scontri armati, gli uomini, in tenuta militare, vestono una cotta di maglia, un elmo conico con nasale, stivali con speroni, scudo a mandorla (tipico dei normanni) e scudo rotondo (tipico degli anglosassoni). Le donne, indossano vestiti lunghi, maniche strette o leggermente svasate, mantelli eleganti, scarpe chiuse, e, tessuti decorati, segno di alto rango. E mentre i normanni “moderni”, portano i capelli corti, la nuca rasata il viso imberbe, e, talvolta gli orecchini, gli inglesi “antichi” portano i capelli lunghi, i baffi, e, spesso la barba. Le donne, portano il velo sul capo, tra cui la discussa Aelfgyva, individuata come la figlia di Guglielmo, la quale riceve uno schiaffo come segno di conferma del fidanzamento con Aroldo, oppure una misteriosa figura femminile, protagonista di uno scandalo sessuale con un religioso (riconoscibile dai capelli alla “chierica”). Mentre, le frasi in latino, sottolineano le diverse vignette del tessuto, caratterizzate da fregi di animali realistici e fantastici, e, figure erotiche, simboli di insegnamenti morali. Un particolare straordinario è dato dalla raffigurazione della luminosa cometa di Halley, apparsa nei cieli del 1066.

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L’Arazzo di Bayeux, dunque, non è soltanto una cronaca visiva della conquista normanna, ma un prezioso specchio della società medievale, in cui abiti, acconciature e dettagli quotidiani diventano segni distintivi di identità, gerarchie e valori culturali. Attraverso le sue immagini vivide e narrative, il manufatto restituisce un mondo in cui la moda non è semplice ornamento, ma linguaggio sociale e politico, capace di raccontare appartenenze, differenze e trasformazioni storiche.