di Eugenio Lo Gullo
Papi e Papesse, re e regine, hanno ucciso milioni di persone in nome di Dio, della religione e del potere conferitogli dagli Dei. Eppure, ancora oggi, nell’era dell’intelligenza artificiale, la vera intelligenza dettata dall’Amore e della coscienza resta imbrigliata nella psicosi della religione.
Nel corso dei secoli il potere ha usato il terrore fisico e psicologico per sottomettere le masse inventando l’Inferno, i diavoli ed ogni tipo di farlocchi per creare paura. La punizione peggiore era la tortura e con essa il rogo che avrebbe impedito per sempre la resurrezione del morto, la dannazione eterna, la scomunica ed ogni sorta di condanna.
Da tutto ciò ne scaturì la riflessione di uomini illuminati: “Non sarà un demone a cercare voi, ma sarete voi a cercare i vostri demoni”. Demoni ovunque, sempre pronti a carpire le anime dei più intelligenti e dei pochi che osavano pregare Dio cercandolo in un cielo stellato, nel sole, nella luna ed in ogni altro simbolo del Creato.
Dio doveva essere idolatrato. Si crearono idoli di pietra e di legno imposti come unici simboli della religione vigente. Da allora gli uomini, ma non tutti, si inginocchiarono davanti a statue e simboli di ogni genere e l’ignoranza della superstizione attanagliò le anime e le intelligenze. Fuori dai Templi, come accadeva e accade in Calabria e in tutto il mondo, altre forme di religione e di superstizione si diffusero a macchia d’olio.

Magia e Amore.
La Calabria, in particolare, è sempre stata una terra misteriosa e ricca di magia, misticismo, esoterismo, maghi e magare. Le Magare (Guaritrici, Streghe) erano portatrici di un’antica sapienza fatta di arti divinatorie, incantesimi, riti propiziatori e medicina naturale. L’Eros della natura rappresentava la via attraverso purificarsi e ricercare forti emozioni capaci di sprigionare energie di vita (magia buona) da contrapporre al male (magia cattiva).
L’unione fra i diversi elementi costituiva una via fondamentale soprattutto per le arti divinatorie e per le guaritrici che non di rado utilizzavano funghi allucinogeni, erbe e derivati animali (veleni dei sempenti), per ottenere filtri e pozioni. La magia in Calabria era, quasi sempre, un’arte finalizzata al bene, ma non di rado le Magare fornivano a pagamento veleni e pozioni a base di cicuta, oleandro, papavero, per indurre la morte o un lungo sonno che venivano scambiati per malocchio, magaria, malattia.
Le Magare come protettrici delle coppie e delle famiglie.
Ancora oggi le Magare operano indisturbate e tramandano ai figli o nipoti le magarie. Nel corso delle mie ricerche ho avuto modo di notare che i più furbi, che desiderano notorietà e soldi, scelgono di improvvisarsi veggenti o sensitivi e fingono stati di trans e contatti con la Madonna e con Gesù Cristo mercificando la fede e la Chiesa. Difatti, in molte comunità religiose agiscono indisturbati falsi sensitivi e santoni, imbroglioni, speculatori, carismatici e guaritori di ogni genere.
In tutto questo il sacro ed il profano si incontrano e scontrano continuamente. In Calabria, al pari delle sette occulte ed esoteriche presenti ovunque, esistevano rituali di iniziazione ed il famoso Credo delle Streghe, oltre ad invocazioni di Dei, Santi, Forze della natura, Semidei e divinità dell’Occulto. Tutto questo era, naturalmente condannato – come accadeva per le scienze – dalla Chiesa e dalle religioni “ufficiali”.
Magia e Riti.
Come per la Spina Solstitialis degli Antichi Romani, anche i calabresi si affidavano ad altri Dei e a Madre Natura che offriva erbe magiche per ottenere il potere di allontanare le forze del male. Questa pianta miracolosa era ed è chiamata Erba di S. Giovanni e viene usata anche da altri popoli d’Europa per diversi scopi e che appariva nelle formule di magia persino dei druidi, dei maghi e delle streghe.
Inviare dei mazzi d’erba di San Giovanni era segno di buon augurio e voleva essere un importante gesto di pace, di amore e di fratellanza. Inoltre, i legami che si stringevano con quest’erba fiorita potevano durare tutta la vita e unire le famiglie in cerchio magico segnato da un vincolo molto forte. Le Magare conoscevano i segreti dell’erba di San Giovanni, ma anche la capacità di evocare attraverso di essa le Forze occulte e nei villaggi venivano trattate con timore e con rispetto, chiamate Zie o Comari. I francesi chiamavano queste donne sage femme o bonne dame, un modo per attirarsi le loro simpatie allontanando il pericolo di iettature e sortilegi.
Le Magare uscivano di notte e avevano il potere di affascinare, ammaliare le persone con lo sguardo, con gesti, formule e filtri, eccitare emozioni di odio o di amore, indurre malattie, gettare il malocchio su uomini e animali. Il potere di utilizzare le forze occulte della notte ed il potere misterioso della luna, le rendeva capaci di trasformare gli uomini in lupi e questi disgraziati passavano le notti di luna piena urlando e camminando carponi per le strade intorno ai villaggi. Solo l’uso di formule antimalocchio (carmare o fare u carmu), recitate di notte in una Chiesa, tracciare dei segni magici, potevano salvare e preservare le persone da queste influenze.

La psicoterapia nella cura delle superstizioni patologiche e delle paure ancestrali.
Oggi, sono in molti a venire da me e a chiedere il mio aiuto come psicologo per trovare delle risposte alle mille domande sulla magia e sulle pratiche correlate alle superstizioni. Difatti, si scambiano per fatture o conseguenze di pratiche magiche negative, persino la depressione, l’ansia e molte altre psicopatologie. La maggior parte delle malattie è, in molti casi, attribuita alla magia negativa e alle fatture.
Il fascino per l’occulto permane incontrastato e persino chi come me utilizza l’Ipnosi e diverse tecniche di suggestione, nonostante la formazione specialistica ed una considerevole attività professionale, è spesso considerato a sua volta una specie di mago ed illusionista con poteri straordinari e soprannaturali. In tutti i casi permane spesso un certo pensiero magico, tipico dei bambini, o una sensazione di magismo nonostante si tenti di far vincere sempre la scienza basata sulla ragione e sull’applicazione terapeutica della conoscenza.
Ancora oggi le Magare operano indisturbate e tramandano ai figli o nipoti le magarie. Nel corso delle mie ricerche ho avuto modo di notare che i più furbi, che desiderano notorietà e soldi, scelgono di improvvisarsi veggenti o sensitivi e fingono stati di trans e contatti con la Madonna e con Gesù Cristo mercificando la fede e la Chiesa. Difatti, in molte comunità religiose agiscono indisturbati falsi sensitivi e santoni, imbroglioni, speculatori, carismatici e guaritori di ogni genere.
In tutto questo il sacro ed il profano si incontrano e scontrano continuamente. In Calabria, al pari delle sette occulte ed esoteriche presenti ovunque, esistevano rituali di iniziazione ed il famoso Credo delle Streghe, oltre ad invocazioni di Dei, Santi, Forze della natura, Semidei e divinità dell’Occulto. Tutto questo era, naturalmente condannato – come accadeva per le scienze – dalla Chiesa e dalle religioni “ufficiali”.


