di Rossana Lucente
Nel corso delle arti visive, il bastone da passeggio, non è mai soltanto uno strumento funzionale, ma un segno grafico che racconta la storia del personaggio che lo impugna. Un esempio emblematico può essere considerato il dipinto puntinista “Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte (1884-86)” di Georges Seurat, dove questi accessori, scuri e rigidi, spiccano chiaramente nelle mani dei borghesi che accompagnano le dame eleganti, contribuendo alla sensazione di immobilità e controllo che caratterizza l’atmosfera, specchio di una classe perbenista e moralista, la quale scopre il valore del tempo libero, tra donne ambigue che pescano, uomini che suonano, canottieri che si rilassano al sole, e la presenza di una scimmietta, simbolo di capriccio dell’alta società.
Nel dipinto “Musique aux Tuileries (1862)” di Édouard Manet, uno dei luoghi di ritrovo più mondani di Parigi, sede di concerti ed eventi, diversi uomini ostentano bastoni da passeggio, utili a distinguere la loro agiatezza economica, sociale e culturale.

Nel “Ritratto del conte Robert de Montesquiou (1897)” di Giovanni Boldini, il bastone è quasi teatrale, sottile, elegante ed esibito, parte integrante dello stile nervoso e mondano dell’uomo intellettuale.

Nelle installazioni “Shadow Canes (2014 -2016)” di Nichola Kinch, le ombre di una serie di bastoni proiettano ironicamente sagome di figure politiche contemporanee. In molti di questi capolavori il bastone non tocca mai davvero il terreno come appoggio, ma è tenuto con leggerezza, lontano dal concetto preistorico, dove veniva usato come strumento per la camminata o per la difesa personale, per la caccia o per i riti magici degli sciamani. Molto distante dall’ heka pastorale o dal flagello delle antiche civiltà faraoniche, dal “caduceo” alato con serpenti attorcigliati attribuito al dio Hermes/Mercurio o dal “lituus” dei magistrati romani. Sicuramente privo della semplicità medievale del “bordone” del pellegrino o dell’hèrma del viandante, ma più vicino ai bastoni rinascimentali e barocchi, decorati in oro, argento e pietre preziose o ai bastoni con funzioni multiple del XVIII – XIX secolo, ossia custodie per spade, contenitori per medicinali o strumenti telescopici. Solo nel XX secolo i bastoni perderanno la loro funzione simbolica di potere e status sociale, rimanendo principalmente supporto per anziani e amanti di escursioni.


