“Cerchi di Pace” al Politecnico di Milano: il Totem Olimpico di Albini, Helg e Steiner arriva alla Bovisa

di Laura Solimene

Dopo il grande successo riscosso alla Fabbrica del Vapore, il celebre Totem Olimpico progettato nel 1956 da Franco Albini, Franca Helg e Albe Steiner per le Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo fa tappa al Politecnico di Milano. L’installazione artistica rimarrà esposta all’interno dell’Università fino al 31 dicembre 2026.

L’arrivo dell’opera al Campus Bovisa avviene in occasione della Participatory Design Conference 2026, l’importante conferenza internazionale dedicata quest’anno al tema “Peace, Dialogue, Coexistence. Designing for Living Together”. L’iniziativa, ideata e promossa dalla Fondazione Franco Albini e dallo Studio Albini Associati, è stata presentata ufficialmente il 16 giugno in Triennale durante la cerimonia inaugurale dell’evento.

Un Manifesto di Pace contemporaneo tra storia e artigianato

L’installazione originaria del 1956 si trasforma oggi in un contemporaneo Manifesto di Pace capace di parlare direttamente alle nuove generazioni. Il progetto si distingue per un forte approccio interdisciplinare che unisce la rigorosa produzione artigianale di Barone Italia con l’intervento artistico dell’artista italo-americano Marco Gallotta, il tutto nel profondo rispetto del disegno storico dei maestri del design.

Il design come atto di responsabilità sociale

A sottolineare il valore profondo dell’operazione è Paola Albini, Presidente della Fondazione Franco Albini:

“Essere accolti dalla Scuola di Design del Politecnico di Milano è per noi una grande possibilità di esplorazione che rafforza lo spirito di questo progetto; trasformare una scultura olimpica in un attivatore di connessioni, riflessioni e progettualità per la pace, insieme a giovani talenti di tutto il mondo.

Mio nonno, Franco Albini, concepiva il design non come un semplice esercizio di forma, ma come un atto di responsabilità sociale. Aver riportato alla luce il Totem del 1956 oggi significa dimostrare che la memoria e la grande progettazione sanno parlare al presente. La nostra installazione vuole ricordarci che la pace non è un’utopia immobile, ma un cantiere aperto che richiede l’intento e l’impegno di tutti, a partire dai giovani designer che possono realmente impattare nella costruzione di dialogo, per una coesistenza pacifica.”

Paola Albini ha inoltre espresso la sua gratitudine a Giampiero Bosoni per aver individuato questa importante sinergia e al Preside della Scuola di Design, Francesco Zurlo, per aver accolto l’opera nel contesto della conferenza.

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Un laboratorio urbano aperto fino a fine anno

La permanenza del Totem alla Bovisa non sarà una semplice mostra statica. Da qui fino al 31 dicembre 2026, l’installazione farà da cornice e attivatore a un ricco programma di iniziative, incontri e attività laboratoriali.

Questi appuntamenti coinvolgeranno direttamente studenti, giovani progettisti e cittadini, trasformando lo spazio universitario in un vero e proprio laboratorio urbano fondato sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa. Il contesto d’altronde è ideale: la Participatory Design Conference è uno dei principali punti di riferimento mondiali sul tema del design partecipativo, focalizzato su come la progettazione possa concretamente aiutare a costruire società più inclusive e collaborative.

Informazioni utili per il pubblico

  • Sede: Area B2 del Campus Bovisa (Scuola del Design – Via Durando, 10, Milano)
  • Periodo: Da giugno fino al 31 dicembre 2026
  • Ingresso: Libero e gratuito negli orari di apertura del Campus universitario

Contatti e Ufficio Stampa

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