di Michele Minisci
Noi lavoriamo spesso al buio, facciamo
del nostro meglio, diamo quello che abbiamo.
Il dubbio è la nostra passione e la passione
è il nostro compito.
Il resto è la follia dell’arte.
(Henry James)
Prefazione di Gianluca Morozzi
Grande è il potere straordinario della musica.
Chiedete a una qualunque persona non abituata a scrivere di realizzare una propria autobiografia: magari si troverà in difficoltà, incapace di riordinare in pagine e capitoli un torrenziale flusso di eventi vissuti.
Ma date a quella persona un elenco di canzoni, uno per ogni anno della sua esistenza terrena. Canzoni famose, famosissime, che quell’anno lo hanno sonorizzato, che uscivano dalle radio,
dagli stereo, dagli schermi televisivi. Non è importante che quella canzone gli piacesse o meno: l’ha sentita, gli è entrata nelle orecchie, è stata la colonna sonora di quei mesi.
Ecco: chiedetele adesso di raccontare tutto quel che gli ricorda ogni singola canzone. Vedrete che l’autobiografia si snoderà da sola, accompagnata dalle note di un successo discografico, da un
tormentone estivo o da una ballata struggente, una canzonaccia da classifica o un classico immortale.
Questo libro utilizza lo stesso procedimento, ma applicandolo alla storia d’Italia. Perché la canzone italiana ha accompagnato la cronaca, il costume, la società, e le foto che impreziosiscono questo volume mostrano l’evoluzione, il modificarsi dei gusti, della moda. E poi ci troverete aneddoti, curiosità, notizie sconosciute.
Insomma: girate pagina.
(Continua in esclusiva su GLAMOUR LIFE)

Nella foto, i finalisti della prima edizione del Festival (1957),
tutti tra i 18 e i 20 anni: Tina Castelli, Vittorio Di Gianni;
Eralda Foschini; Pino Sassi; Romana Marzola; Gino Antolini;
Anna Della Valle; Ergilio Messina; Franca Innocenti; Sergio
Giunchi; Edera Cecchini; Giovanni Errani.

