Pesa Vegia. Quando Bellano riaccende la sua storia

di Marco Signorile

C’è una notte, sul lago di Como, in cui il tempo smette di correre e torna indietro. È la notte del 5 gennaio, vigilia dell’Epifania. A Bellano la chiamano Pesa Vegia. E non è solo una festa: è un ritorno. Per chi la guarda per la prima volta e per chi – come me – l’ha vissuta e la porta addosso come un profumo d’inverno.

Da oltre quattrocento anni questa tradizione attraversa la storia. Oggi vive a Bellano, dove il paese intero si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto. Le luci si abbassano, il lago tace per un momento e Bellano diventa improvvisamente un’altra Bellano, sospesa tra storia e leggenda. Le vie strette, i portici, la piazza e il molo si riempiono di voci, di passi, di costumi d’epoca. È come entrare in un quadro che si muove.

La leggenda racconta di una disputa antica: la pesa nova, le nuove unità di misura giudicate ingiuste, l’attesa sul lago, il freddo pungente, le lanterne accese. Poi la barca che appare nella notte e il grido che attraversa l’acqua:“Pesa vegia o pesa nova?”La risposta: “Pesa Vegia”.È in quel momento che nasce la festa: dalla gioia, dal sollievo, dalla forza di una comunità capace di riconoscersi.

Oggi la Pesa Vegia è una rievocazione imponente:centinaia di figuranti, ambientazioni storiche, il presepe vivente, il castello di Erode, la corte del Podestà. I Re Magi sui cammelli guidano il corteo, mentre giovani e bambini trascinano per le vie le “pese”, simbolo dei vecchi pesi, per fare rumore e scaldare la notte. Qui il sacro e il profano non si scontrano: camminano insieme, come succede nelle grandi tradizioni popolari.Tutto culmina al molo, quando il lago diventa teatro.

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La barca scenografica arriva nell’oscurità, l’editto viene letto dal balcone del Municipio, il grande falò accende il cielo d’inverno e il lago lo riflette come uno specchio antico.E poi arriva il momento più atteso: l’incendio scenografico del molo e i fuochi d’artificio. Le luci danzano sull’acqua, il cielo si colora, il lago diventa uno specchio di stelle rovesciate. È uno spettacolo che unisce meraviglia e rito, festa popolare e poesia: Bellano intera guarda in alto, come un solo respiro.

La Pesa Vegia non si vive soltanto con i piedi nelle strade del borgo: resta addosso, negli occhi e nel cuore, e ti accompagna comunque, anche quando non la vivi sul posto. È una tradizione che non ha bisogno di presenza fisica per farsi sentire: ti raggiunge da sola.Perché la Pesa Vegia non è solo un evento del calendario.È Bellano che si racconta. È il lago che diventa scena.È una comunità che ogni anno, davanti al fuoco che illumina la notte, dice a se stessa chi è.E quando ci sei, non guardi soltanto.Ne fai parte.