di Vittoria Scola
Un dolcificante e un sorriso.
Niente zucchero,
solo un piccolo dolore che non si addolcisce, acre.
Rimane lì ,non si mette da parte
Il nome è senza nome.
La notte si allea e fonde agli incubi.
Al mattino manca tutto ,
il sorriso, la colazione
Acqua, quattro medicine e si inghiotte la giornata.
Due sorsi per una maschera che sorride
Due per accettare.
Due sorsi per il Dovere
L’acqua è finita, nemmeno un sorso per il Volere!
Arsura di vivere.
È una piccola realtà, affilata.
Non c’è equilibrio nella folle accettazione sociale del “Normale” !


