Venezia 82: Cinema italiano tra emozioni intime e visioni universali

di Marco Signorile

Sono giorni bellissimi per il cinema italiano al Lido, dove il palcoscenico veneziano accoglie opere che uniscono intimità e sguardo universale.

Fuori concorso, Elisa Amoruso presenta “Amata”, un film che tocca corde profonde con la delicatezza di chi sa raccontare la vita senza orpelli. Maternità, adozione, desiderio e fragilità diventano materia narrativa attraverso le vicende di una giovane ragazza madre e di una coppia che non può avere figli. Un intreccio di destini che non giudica, ma accoglie. Sullo schermo, la forza magnetica di Miriam Leone, la maturità luminosa di Stefano Accorsi e la freschezza autentica di Tecla Insolia restituiscono verità e umanità, trasformando il film in un racconto che commuove e fa riflettere.

Accanto a questo, l’atteso ritorno di Gianfranco Rosi con “Sotto le nuvole”, in sala dal 18 settembre. Un’opera che prende vita da una frase di Jean Cocteau – “il Vesuvio fabbrica tutte le nuvole del mondo” – e la trasforma in visione cinematografica. Il vulcano, simbolo e minaccia, diventa metafora di una Napoli sospesa tra memoria e presente, tra timore e devozione. Rosi affida il racconto a volti e storie che incarnano l’anima di una città da sempre in dialogo con i suoi vulcani, con quella natura che incombe e protegge, che spaventa e ispira.

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La Mostra del Cinema di Venezia si conferma così il palcoscenico privilegiato per un’Italia che sa parlare al mondo con il linguaggio delle emozioni: tra il cuore intimo di Amata e l’orizzonte corale di Sotto le nuvole, il nostro cinema rivela ancora una volta la sua capacità di raccontare l’uomo nel suo legame più autentico con la vita e con la terra

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