Roggiano Gravina “La Festa del Ritorno”

di Gennaro Gallo

È un appuntamento che sa di casa, di radici e di abbracci ritrovati. A Roggiano Gravina, in provincia di Cosenza, è andata in scena la quarta edizione della Festa del Ritorno, organizzata dall’Associazione Personaggi Roggianesi nel Mondo Onlus e dal comitato “Roggiano C’è”, con la collaborazione di amici e volontari. Due giorni, il 7 e l’8 agosto, dedicati a chi, lontano dalla Calabria, porta nel cuore il profumo delle sue strade e la voce della sua gente.

L’idea nasce da Ernesto Mammolito fondatore di un gruppo social con oltre diecimila iscritti, ottomila dei quali, originari proprio di Roggiano, con il sostegno degli amici di sempre Giovanni Termini e Francesco Restieri e la Direzione Artistica di Adriano Mandato , hanno fondato una rete di affetti che, ogni anno, si ritrova qui per rivivere il calore del paese, lontano dalla frenesia della vita quotidiana.

Si comincia il pomeriggio del 7 agosto con i giochi popolari rionali, organizzati dal gruppo scout CNGEI. Sfide allegre tra grandi e piccoli, per rinsaldare il legame con le proprie radici e con il quartiere di appartenenza. Quest’anno a vincere è stato il Rione “Via Vittorio Emanuele”.

La sera, musica per tutti i gusti: dagli Over Quartet e la voce potente di Antonella Consoli, fino al rap di Antonio Turano, in arte DonGocò, e ai ritmi anni ’90 di Vincenzo Severino, che hanno fatto ballare, tutti,fino a notte fonda.

L’8 agosto, invece, Roggiano ha parlato di pace. In un’estate segnata da guerre e notizie difficili, ventisette bambini hanno scritto e disegnato il loro sogno di un mondo senza guerre. Lettere semplici ma profonde, piene di speranza e di colori. Un concorso che ha commosso genitori, insegnanti e organizzatori.

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E per il gran finale, un tuffo nella storia del rock: sul palco i Syd Floyd, con un tributo fedele e potente ai grandi classici dei Pink Floyd, per chiudere in musica questa festa del cuore. La Festa del Ritorno non è solo un evento musicale o folkloristico: è un ponte tra chi è rimasto e chi è partito, tra passato e futuro. Un’occasione per divertirsi, ma anche per riflettere su come riportare i giovani a investire nella propria terra. Perché la Calabria, quando la vivi, ti ricorda sempre che qui le radici sono più forti di qualsiasi distanza.