IL CALDERONE PERSONALE

di Graziano Misuraca

Nel nostro precedente articolo, abbiamo spiegato come il nostro basso ventre, nella meditazione, possa essere visualizzato come una sorta di calderone. Un calderone spento che può e deve essere riacceso.

Questo fuoco serve per indirizzare la nostra passione e le nostre energie verso mete via via sempre più alte.

Tuttavia, sono necessarie alcune accortezze che riguardano quelle che Castaneda chiamava la nostra storia personale.

Per chi fosse a digiuno di questi argomenti, un breve excursus su questa figura è però necessario.

Carlos Castaneda è stato uno scrittore a dir poco leggendario che per primo ha applicato quello che è andato scrivendo, in una collana di dodici libri dove sono narrate le sue avventure con il suo maestro, uno sciamano messicano di nome Don Juan. Nel terzo libro di questa epopea che ha segnato gli anni Sessanta con la sua ribalderia, Viaggio a Ixtlan, Don Juan spiega a un esterrefatto Castaneda che deve cancellare un pezzo alla volta la sua storia personale.

Solo con questa accortezza, insieme ad altre che costituiscono il cuore di uno dei libri più appassionanti della saga, il nostro può avventurarsi nei meandri della stregoneria messicana.

Per il nostro calderone dobbiamo fare qualcosa di molto simile. Come per tutti i calderoni prima di poter cuocere qualcosa di nuovo, dobbiamo dare una pulita. Ma non una pulita sommaria, altrimenti il sapore del vecchio cibo si mescolerà a quello nuovo che andiamo a cuocere.

Quando andiamo a cominciare le nostre prime cotture, l’accortezza sarà quella di fare i conti con quelle che noi chiamiamo le nostre storie passate. Queste storie a prima vista rappresentano la nostra leggenda personale e in qualche modo vi siamo affezionati e sembrano il nostro momento di libertà.

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Ma non è così.

Queste storie sono lo strumento attraverso il quale gli altri ci conoscono e ci mettono in una sorta di prigione.

A causa di questa prigione i nostri movimenti sono limitati e quindi non possiamo mettere nel nostro calderone nient’altro che una minestra riscaldata.

Sarà nostro compito, dunque, ritrovare un pizzico della nostra indipendenza e dare una pulita al calderone, per avere così un corretto cammino di crescita.