Francesca Michielin: il corpo non si giudica. Punto

di Marco Signorile

Parole forti contro il body shaming, per sé e per le giovani.

Quando il corpo diventa bersaglio, serve una voce che dica basta. Francesca Michielin risponde con determinazione a un commento offensivo ricevuto sui social, trasformando un gesto personale in un messaggio collettivo.

Ci sono persone che si mettono in mostra e altre che si mettono a nudo. Non sempre è necessario spogliarsi per sentirsi esposti; basta un paio di pantaloncini in estate per diventare bersaglio di chi considera il corpo femminile un bene pubblico da valutare e correggere. Francesca, artista sensibile e fuori dagli schemi, ha scelto di non tacere.

Ha pubblicato un messaggio ricevuto da un utente che, fingendo di voler “aiutare”, le suggeriva di perdere peso e rivolgersi a una nutrizionista. La sua risposta, “Fai come ti pare, ciao”, non cancella il giudizio non richiesto. Francesca ha reagito con lucidità: «A me ormai non frega niente, perché so cosa il mio corpo ha vissuto… ma penso alle tante ragazze giovani che ricevono e leggono questi commenti».

La risposta, diventata virale, ha superato il contesto personale: «Io potrei essere in forma come no, avere 5 chili in meno o 10 in più… ma non capisco il commento sul corpo di una donna!».

Quante simili storie, se pur diverse, sono unite sempre da un comune diritto: esistere nel proprio corpo senza giustificazioni.

E ci si chiede come sia possibile che nel 2025 si debba ancora affrontare un tema così attuale. Viviamo in un mondo segnato da guerre, pandemie e ingiustizie. Eppure, si continua a sprecare tempo a commentare il fisico di una ragazza, come se il corpo femminile fosse un argomento di pubblico dominio.

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Negli anni 2000, si parlava di un futuro più consapevole e giusto. Si pensava che il nuovo millennio avrebbe spazzato via certe prigioni culturali. Ma a venticinque anni da quel capodanno, sembra evidente un’involuzione mascherata da modernità.

Il corpo è di chi lo abita. Non si tocca, non si giudica. Chi lo fa dovrebbe chiedersi cosa, dentro di sé, necessita di essere sistemato.

Solidarietà a Francesca Michielin e a chi, con arte e voce, continua a scegliere la libertà, anche quando è difficile.