di Don Salvatore Belsito
Il matrimonio era normalmente celebrato nel tempo con i due riti degli sponsali, che corrispondevano un poco al nostro fidanzamento, anche se nell’antichità era già matrimonio vero e proprio, e delle nozze, che corrispondevano alla coabitazione, alla piena convivenza e quindi alla piena unità personale degli sposi. Da qui la duplicità del linguaggio, tra «sponsale» e «nuziale». In ordine al mistero di Cristo e della Chiesa Sant’Agostino ci dice che la Chiesa si trova tra gli sponsali (sponsa) e le nozze eterne (nupta). Da un punto di vista quindi della comprensione teologica e spirituale il termine sponsale rimanda più allo stato delle nozze di Cristo e della Chiesa, come le vive la Chiesa pellegrina sulla terra, mentre il termine nuziale, rimanda maggiormente alla compiutezza del mistero delle nozze, già in Cristo compiuto nella gloria e partecipato alla Vergine Madre. Si deve tenere tuttavia presente che si tratta di un unico mistero.

Andiamo ad esaminare nel dettaglio il rito della celebrazione del matrimonio ed i suoi elementi:
La formula: “Io… accolgo te… come mio/a sposa. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”. Una dichiarazione di fede che solo nel Signore e col suo amore è possibile vivere un amore sponsale (libero, unico, fedele ed eterno – indissolubile, fecondo).
Gli anelli: un simbolo di unione, comunione e fedeltà richiamo a vivere sempre nel reciproco amore .
La benedizione nuziale (quasi un’invocazione dello Spirito Santo perché scenda a santificare gli sposi come già è sceso a santificare il pane e il vino per tramutarli nel corpo e sangue del Signore. Da ora gli sposi gli sposi possono dire che quello che vivranno è Cristo a viverlo in loro, quando la fede li unisce a Cristo).
In alcuni luoghi c’è la tradizione di stendere sugli sposi un velo durante la benedizione segno della comunione di vita che lo Spirito avvolgendoli con la sua ombra dona loro di vivere. In comunione con la Chiesa del cielo .

Come annunciare la vocazione al Matrimonio oggi? La chiamata dell’amore. E’ una cosa bellissima la vita matrimoniale e dobbiamo custodirla sempre, custodire i figli. Altre volte io ho detto in questa Piazza una cosa che aiuta tanto la vita matrimoniale.
Sono tre parole che si devono dire sempre, tre parole che devono essere nella casa: permesso, grazie, scusa.
Le tre parole magiche. Permesso: per non essere invadente nella vita dei coniugi. Permesso, ma cosa ti sembra? Permesso, mi permetto.
Grazie: ringraziare il coniuge; grazie per quello che hai fatto per me, grazie di questo. Quella bellezza di rendere grazie!
E siccome tutti noi sbagliamo, quell’altra parola che è un po’ difficile a dirla, ma bisogna dirla: scusa. Permesso, grazie e scusa.
Con queste tre parole, con la preghiera dello sposo per la sposa e viceversa, con fare la pace sempre prima che finisca la giornata, il matrimonio andrà avanti. Le tre parole magiche, la preghiera e fare la pace sempre. “Papa Francesco udienza generale piazza San Pietro 20214”.


