Eccellenze calabresi: la cantina Acroneo di Acri conquista la Gran Medaglia d’Oro

Ci sono storie che racchiudono tradizioni di famiglia, cultura e antichità. Prodotti che nascono in determinati luoghi e ne preservano tutte le peculiarità. Parliamo della Calabria, di Acri, un paesino ai piedi della Sila sito in provincia di Cosenza, e delle sue eccellenze enogastronomiche riconosciute in tutto il mondo per le loro caratteristiche, la genuinità e le lavorazioni antiche che si tramandano gelosamente da generazioni.

Tra questi prodotti spicca il vino calabrese: il calore del sole, l’odore della terra, la nota aspra come i rilievi montuosi che circondano la regione e quella dolce, come i tiepidi venti che accarezzano i grappoli preparandoli per la vendemmia, lo rendono unico in tutto il mondo.

Ed è merito di un vino acrese, prodotto dalla cantina Acroneo (la prima sul territorio, nata nel 2017), ad aver permesso al nome della Calabria e della piccola cittadina di spiccare e raggiungere una serie di importanti e prestigiosi riconoscimenti. Il più recente è il rinomato premio internazionale da parte del concorso enologico “La Città del Vino”, che ha assegnato alla cantina Acroneo la “GRAN MEDAGLIA D’ORO”.

Il “Vino di Raffaele” trionfa al concorso internazionale “La Città del Vino”

“La Città del Vino”, noto come il più antico concorso enologico internazionale che si svolge in Italia e patrocinato dall’OIV, ha assegnato la Gran Medaglia d’Oro al “Vino di Raffaele” dell’azienda vinicola Acroneo con il punteggio di 93/100. Si tratta del primo vino non passito calabrese a entrare nella graduatoria che premia solo il 30% dei vini in gara da tutto il mondo.

La competizione ha visto la partecipazione di circa 1.400 vini provenienti dall’Italia e da numerosi Paesi esteri, che sono stati valutati da una giuria di esperti composta da 65 commissari tra enologi, giornalisti, buyer e importatori.

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I ringraziamenti della Regione Calabria

Le cantine in gara hanno ricevuto anche i ringraziamenti da parte della Regione Calabria.

“Questi prestigiosi riconoscimenti – ha affermato l’assessore Gallo – testimoniano il percorso di crescita compiuto dalle nostre aziende, capaci di coniugare tradizione, identità territoriale e innovazione produttiva. La qualità raggiunta dai vini calabresi è il frutto del lavoro quotidiano dei viticoltori e delle cantine, dell’attenzione alla sostenibilità e della valorizzazione dei nostri vitigni autoctoni, autentico patrimonio della regione.”

La Calabria, alla prestigiosa manifestazione internazionale itinerante – svoltasi a Pramaggiore (Venezia) – ha portato a casa in totale tre gran medaglie d’oro, tredici medaglie d’oro e otto medaglie d’argento.

Chi era Acroneo e la storia della cantina archeo-enologica Bafaro

L’azienda archeo-enologica Bafaro nasce a luglio del 2017 e riprende le tradizioni di famiglia. Infatti, già il bisnonno Antonio, agli albori del ‘900, gestiva una cantina sita in Acri. Si trattava di un luogo importante per il paese, che rappresentava non solo un punto di ritrovo dove degustare vini, ma anche un vero e proprio centro culturale e sociale.

Per dare vita a questa realtà, Gabriele Bafaro ha unito l’idea del vino alla sua più grande passione: l’archeologia. Dopo aver conseguito la laurea come archeologo presso l’Università della Calabria (2011), si è specializzato in archeologia classica presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera proprio con una tesi intitolata: “La viticultura nell’antica Brettia e il progetto archeo-vino Acroneo”.

Da questo percorso di studi personali del giovane archeologo si arriva alla particolarità dell’azienda: quella di godere del patrocinio dell’Università della Basilicata. L’azienda Acroneo può considerarsi tra le più innovative della Calabria, inserita persino nel database ISMEA. A seguire la realtà dal punto di vista enologico è Piero Artuso che , lavorando in sinergia con Acroneo, sta ottenendo numerose soddisfazioni, guidando nella giusta direzione le produzioni.

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Vini in anfora e lavorazione artigianale

Diversi sono i vini realizzati dalla cantina: quelli affinati in anfore interrate brevettate e quelli prodotti, invece, in botti di rovere. Si tratta di piccole produzioni di bottiglie numerate, create interamente con processi che vedono protagonista il lavoro artigianale piuttosto che quello industriale e tecnologico.

Al di là di questo progetto, tutti i vini prodotti dall’azienda Bafaro riportano i degustatori all’antichità e ai tempi del re Acroneo, un personaggio citato nel libro ottavo dell’Odissea e probabilmente antico sovrano di Acri, allora denominata “Pandosia”.

Riconoscimenti ottenuti dai Vini Acroneo

Vini in anfora

  • Arkon Magliocco IGP Calabria 2019 Rosso
    • Miglior Vino Naturale della Calabria secondo Civiltà del Bere (WOW) – Argento 2021
    • Finalista 3 Bicchieri Gambero Rosso Guida 2022 (2 Calici Rossi)
    • The WineHunter Award Rosso 2022 (Merano Wine Festival)
    • Inserito nella guida I Migliori Vini d’Italia 2023 di Luca Maroni
  • Creta Aglianico IGP Calabria 2019 Rosso
    • The WineHunter Award Rosso 2022 (Merano Wine Festival)