Catherine, Princess of Wales in Italia. Il ritorno pubblico tra infanzia, ascolto e nuova immagine della monarchia

Di Marco Signorile

Ci sono viaggi istituzionali che seguono il protocollo.E poi ce ne sono altri che raccontano qualcosa di più sottile.La visita italiana di Catherine, Princess of Wales viene osservata nel Regno Unito con un’attenzione particolare. Non soltanto per la presenza della principessa del Galles dopo i mesi segnati dalla malattia, ma per ciò che questo viaggio sembra rappresentare: un ritorno graduale alla scena pubblica attraverso temi profondi, concreti, umani.

Non solo fotografia reale.Non solo eleganza.Ma un’immagine che prova lentamente a ritrovare il proprio equilibrio davanti al mondo.Tra gli appuntamenti più significativi ci sarà l’attenzione dedicata all’infanzia, ai primi anni di vita, agli asili nido e al modello educativo di Reggio Emilia, riconosciuto a livello internazionale per il suo approccio innovativo alla crescita dei bambini.Ed è proprio qui che il viaggio assume un valore più ampio.Perché da tempo la principessa ha scelto di concentrare gran parte del proprio impegno pubblico sul delicato periodo che va dalla nascita ai cinque anni, considerato fondamentale per lo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale dell’essere umano.

Non una semplice iniziativa sociale.Quasi una visione culturale.Attraverso la sua fondazione, Catherine, Princess of Wales ha costruito negli anni un percorso legato alla salute mentale, alla stabilità familiare, all’ascolto dei bambini e al sostegno della genitorialità.Un linguaggio diverso rispetto alla monarchia tradizionale.Più vicino alla quotidianità delle persone.E forse è proprio questo l’aspetto più interessante del suo ritorno pubblico.In un tempo dominato dalla comunicazione veloce e dall’immagine perfetta, la principessa sembra scegliere un’altra strada: quella della presenza silenziosa, dell’ascolto, della cura.

L’Italia, con la sua sensibilità verso la famiglia, la comunità e l’infanzia, diventa così il luogo simbolico ideale per questa nuova fase della sua immagine pubblica.Non più soltanto icona estetica della monarchia contemporanea.Ma figura sempre più legata all’idea di empatia sociale.E forse il cambiamento più evidente sta proprio qui.Meno distanza.Meno perfezione.Più umanità.

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