L’effetto wow è un flash, qualcosa di momentaneo che non interessa davvero.Il percorso continua nel dimostrare, a chi ha creduto in questo progetto, che la crescita avviene lentamente, senza fretta, maturando insieme al brand, senza mai smettere di divertirsi e di far sorridere chi osserva.
Simon Cracker non vuole essere cool e non ha mai voluto essere chic, anche perché il significato di questa parola non è mai stato davvero familiare.Si parla di cose reali, quotidiane, che nascono mentre si beve un cappuccino: le zie degli altri che ricordano le proprie, sparse in tutta Italia.
Sin dalla prima collezione del 2010, le zie sono sempre state presenti: tutte diverse, un vero archivio di stili. Le prozie Alberta, Iliana e Prima, sostenitrici instancabili, insieme alla nonna Alba — che a sua volta è zia di qualcuno — fanno parte di questa storia.
Con il supporto di LineaPelle, che ha permesso di recuperare materiali dal loro magazzino, è stato possibile lavorare finalmente con uno dei materiali più affascinanti per la sua forza: la pelle.Una corazza resistente che, come Simon Cracker, può reinventarsi continuamente. Una base solida, proprio come la Cracker Crew: cambia, cresce, ma resta fedele a ciò in cui crede.Nella seconda parte della storia, il racconto passa attraverso modelli classici Punkindness con piercing e orecchini, componente pop sempre presente, e i colori degli abbinamenti osservati in strada: nella provincia di Milano, in Romagna, a Cesena, alle Feste dell’Unità.
Signore che, anche sotto il grembiule, nascondono look incredibili. Dopo aver cucinato, con ancora addosso l’odore di ragù, raggiungono la zona palco con tacchi e gambaletti color carne coprenti, ballando fino a sfinirsi.Grazie all’aiuto di Gabriele Santoriello nasce la prima borsa del brand: realizzata artigianalmente utilizzando solo pelle riciclata selezionata insieme.
La silhouette riprende il viso del Cracker Boy, graffitato dal 2010. Anche lui cresce e si evolve, diventando il simbolo della prima borsa ufficiale del brand.Da ora in avanti le collezioni includeranno sempre più pezzi pensati per persone reali, con stipendi reali.I vestiti devono tornare negli armadi, non restare solo sulle passerelle o addosso a celebrità che spesso non li acquistano nemmeno.
I giornali di moda li sfoglia anche la signora Pina dal parrucchiere: perché quei capi da favola non dovrebbero essere accessibili anche a lei
?Questa è una favola pensata per le persone che si incontrano ogni giorno per strada.È stato chiesto a molte persone cosa significhi per loro “chic”. In famiglia — con la madre Susi e la nonna Alba — questa parola non è mai stata usata. Proprio perché spesso è stata associata al lavoro del brand, si è scelto di affrontarla, quasi per esorcizzarla. Dalle risposte raccolte emerge che “chic” non è tanto estetica quanto personalità.
Nasce così il concetto di “chicracker”: lo chic che fa crack, come tutto ciò che passa tra queste mani, influenzato dalle tante zie e prozie, tutte eccentriche a modo loro.Forse essere chic per me significa:
Scegliere un solo colore per il look del mattino
Fare fiocchi con le carte delle caramelle
Indossare gonne di pelle lunghe e rigide
Ricordare amiche con tacchi, leggings e pantaloni PVC laccati nel 2009
Sporcare pelle e tessuti di giallo e terracotta
Spalmare pellicce vintage di verde
La Miuccia quando non c’era Raf e faceva sfilare le zie.
In questa sfilata prende vita il solito rave Simon Cracker, con invitati tutti gli elementi considerati chic.Soprattutto, a ballare ci sono le tante donne che hanno accompagnato il brand dall’inizio fino a oggi, e quelle nuove che continuano ad arrivare, senza mai chiedere nulla in cambio, solo credendo nel progetto.
Essere nel calendario della Fashion Week Donna è importante non per una questione di genere, ma perché la collezione nasce dall’abbraccio forte delle complici di una vita: le donne.
Buono show.
La Collezione
Abiti uniti da piercing ,Capi assemblati senza energia elettrica, costruiti come puzzle, nodi e incastri senza cuciture. Blazer e cappotti con pelliccia vera e finta riciclata multicolore. Silhouette settecentesche costruite con la pelle.Gonne fiocco/caramella.Capi in pelle con colletti maxi che diventano mantelline. Pellicce vere e finte unite ad arazzi di gatti che diventano un mantello di un Re. Colli in pelliccia riciclata multicolor, anche in versione vegan su workwear.Borse in pelle con orecchini.Nostalgia per la Miuccia quando Skinny in PVC lucido graffitati a mano. Scarpe guanto, scarpe con piume, stivali fatti di lingerie e pelo, scarpe cracker boy.Orecchini Inalatore per l’Asma e orecchini di pelle dipinti a mano.Completi sartoriali maschili shorts infiocchettati. Tutu settecenteschi di pelle.Vestiti sporcati di colore a mano.






